Gioco
Cara politica, quanto ci costi
Si spendono 290mila euro per i vertici Asa, 238mila per il porto
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LIVORNO. Cara politica, quanto ci costi. Nessuna decurtazione degli stipendi per gli amministratori locali. Nonostante le polemiche che anche nelle ultime settimane stanno animando l'opinione pubblica italiana sui costi di quella "casta" che con i suoi compensi va a pesare sulla vita dei cittadini, i guadagni dei politici livornesi sono invariate dal 2007, quando a dire il vero l'indennità di funzione lorda, sia per gli amministratori del Comune che per quelli della Provincia, fu ridotta del 10 %. A fare due conti i più pagati nei palazzi della politica locale sono i due che hanno maggior responsabilità: il sindaco Cosimi, che ha un'indennità di funzione lorda pari a circa 7.000 euro al mese per un totale di 85.000 euro all'anno, e il presidente della Provincia Kutufà, che ha uno stipendio di 85.000 euro all'anno. Cifre che la maggior parte dei cittadini potrebbe considerare stratosferiche. Sono stipendi di tutto rispetto. Ma la vita da primo cittadino non è cosa semplice. Nel senso che fare il sindaco vuol dire avere grosse responsabilità, vedere azzerato il tempo da dedicare alla famiglia e alla vita privata. Insomma metterci la faccia, sempre e comunque. Stipendi invariati e belli pesanti anche per alcuni degli amministratori di società partecipate del Comune, che nella maggior parte dei casi non hanno visto tagliare di una virgola i loro guadagni. È il caso del presidente di Spil, Riccardo Vitti, che guadagna oltre 72.000 euro lordi all'anno. Per non parlare dell'Asa, che ha addirittura due consigli di amministrazione. Uno si occupa della gestione e uno della sorveglianza. E tutti e due hanno presidente e consiglieri che incassano decine di migliaia di euro. Ecco che il presidente del consiglio di gestione, Fabio Del Nista, guadagna 62.550 euro all'anno, come del resto il consigliere con deleghe (Ennio Marcello Trebino), mentre l'altro consigliere incassa 55.000 euro. Trentamila euro se li aggiudica il presidente del consiglio di sorveglianza Asa Fabio Baldassarri, mentre ai consiglieri vanno dai 7.000 agli 11.000 euro all'anno. Fatti due conti, vuol dire che Asa fa spendere, per retribuire tutti gli amministratori, più di 290.000 euro ogni anno. Alla faccia del contenimento dei costi della politica. Analoga considerazione si può fare per l'Atl, quella società che ha dovuto tirare la cinghia tagliando in modo pesante molte corse dei bus e facendo così indignare centinaia di cittadini. Cosa dire del presidente Alfredo Fontana che ha una indennità di oltre 60.000 euro lordi all'anno? Non solo, perché le spese dell'Atl comprendono anche gli stipendi al vicepresidente (20.000 euro) e all'amministratore delegato (40.000 euro). Insomma mantenere il "pacchetto Atl" significa spendere oltre 152.000 euro all'anno per pagare i suoi amministratori. Ma il più pagato in assoluto è Giuliano Gallanti, presidente dell'Autorità portuale, la cui indennità di 238.000 euro triplica quella del sindaco. Certo le poltrone delle partecipate non sono tutte così remunerative. Nel senso che ci sono alcune società dove essere amministratori conviene fino a un certo punto. Anche perché in alcuni casi si è provveduto a ridimensionare in modo sostanzioso il numero degli amministratori e anche il loro compemnso. È il caso della Fondazione Goldoni, dove al posto di un presidente e un direttore amministrativo, è stato nominato soltanto un direttore generale, Marco Bertini, che ha scelto di tagliarsi del 10% lo stipendio, arrivando a un compenso di 36.000 euro lordi all'anno. Contenimento dei costi anche per la Labronica corse, dove fino all'anno scorso c'era un direttore (Attilio D'Alesio) che in primavera ha lasciato il posto a un amministratore unico, Fabrizio Giusti, che percepisce 12.000 euro all'anno (più 7.200 euro purché raggiunga gli utili di esercizio e gli obiettivi indicati dal Comune). Poi ci sono le società partecipate i cui amministratori non si capisce bene cosa facciano, anche se le indennità le riscuotono. È il caso dei 10.000 euro l'anno lordi dati al presidente di Porta a mare spa, Paolo Uccelli, e dei 5.000 dati ai consiglieri della stessa società. (a.c.)
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