Il Tirreno

Livorno

PORTA A MARE

Sergio Nieri

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PORTA A MARE Pisa corre, noi siamo bravi solo a non far nulla di nuovo  Sulla Porta a Mare confesso un senso di confusione misto ad apprensione, che mi assale nell'apprendere che un bellissimo progetto rischia di essere rimesso in gioco dalle proposte del nuovo presidente dell'Authority. Nella vicina Pisa non passa giorno in cui non ci sia una presentazione o un'inaugurazione di progetti qualificanti, compreso quello che dovrebbe di qui al 2015 collegare la stazione di Pisa all'aeroporto di San Giusto. Qui a Livorno si intenderebbe addirittura tornare indietro e cancellare se non del tutto, almeno in parte gli accordi presi anche a livello ministeriale per Porta a Mare e porto turistico. Roba da non credere! Mentre sorgono come funghi comitati favorevoli all'impoverimento economico di questa città: Comitato contro il rigassificatore, Comitato contro l'inceneritore, Comitato contro la centrale a biomasse, Comitato contro la Porta a Terra, Comitato contro il Nuovo Centro e chi più ne ha più ne metta, mentre le altre città della Toscana corrono.  Questo per me è motivo di enorme tristezza ma stimola al tempo stesso una riflessione, se si pensa che la giunta che l'amministra ha lo stesso colore politico della nostra. Evidentemente il sindaco Filippeschi oltre che a indubbie capacità manageriali gode anche di un grande credito all'interno del suo partito, forse a Livorno non è così, forse il peso del "partito" è un peso ormai ingombrante per qualsiasi sindaco. Forse caro De Filicaia è il retaggio del vecchio Partito Comunista, dalle cui ceneri è nato il Pd che parlando della città si dà una scadenza per quanto riguarda la progettualità di qui al 2030,anno in cui se non cominciamo da ora a darci una mossa Livorno sarà soltanto un punto insignificante nella carta geografica d'Italia. Mi rivolgo ai politici come Ruggeri, lo stesso De Filicaia, Di Rocca a tutti quelli che hanno a cuore gli interessi dei nostri giovani e della nostra città: bando agli ideologismi, amiamo con i fatti la nostra città, rimbocchiamoci le mani diamo concretezza a tutti quei progetti vitali per lo sviluppo di Livorno: la Nuova Stazione Marittima, visto che di qui a 2-3 anni La Spezia avrà la sua avveniristica Stazione dedicata alle Love Boat. Diamo concretezza alla realizzazione del Nuovo Centro. Sergio Giomi LARGO AGLI SCOOTER Ma il Bettini-pensiero è un po' troppo sovietico  Proporre l'uso dell'autobus in estate a Livorno è un'idea fallimentare, anche perché nelle località dove il turismo è una realtà consolidata da decenni e non repressa come nella nostra città l'uso del mezzo a due ruote, specialmente lo scooter oltre che incentivato è talmente radicato che l'offerta di mezzi a noleggio per gli ospiti sprovvisti è sconfinata.  L'assessore labronico che invece consiglia l'uso dell'autobus a tappeto, ha una visione opposta, un po' sovietica, di bagnanti ammucchiati alle fermate, con tanto tempo da perdere.  Per quanto mi riguarda, da felice utilizzatore di scooter da trent'anni, ho risolto il problema del parcheggio al mare a Livorno: vado a Tirrenia. Mario Bueno PER ANDARE AL MARE Preferisco la bici ma chi ci salva dai furti?  Sono un attento e scrupoloso osservatore degli indirizzi preventivi dell'assessore Bettini. Non tanto «per andare al mare» (quasi una professione da queste parti, come sappiamo), quanto per non aggravare l'ormai insostenibile situazione ambientale del nostro centro pentagonale e di un lungomare mai poco valorizzato come nel corso di questi ultimi anni. Per questo «preferisco vivere» e quando posso utilizzo la/le bici piuttosto che infilarmi nei pachidermici vettori dell'Atl, ormai obiettivamente fuori scala per le necessità tutte estive di una popolazione geneticamente transumante dai quartieri allo scoglio.  Leggo che il simpaticissimo Tamburini riconduce al trasporto del freezer e delle lasagne appena tolte dal forno un elemento ostativo all'uso del bus urbano che approda ai limiti dello stabilimento balneare. Ecco perché, caro Maurizio, impazzano i vesponi, alla cui guida vedo uomini e donne con volti torvi e grandi occhialoni scuri. Alla ricerca spesso vana di stalli o parcheggi. Uno almeno potreste provare a farlo... Ma tant'è.  Torniamo alle bici. Sarebbe la soluzione ideale. Se non che le bici spariscono, vanno letteralmente a ruba, nel senso materiale del termine. Per chi non dispone di fondi, garage e cantine è obiettivamente un problema. L'altro giorno qualcuno me l'ha letteralmente asportata dallo stallo che avete sistemato davanti alla Questura.  È la decima volta che mi accade. Ovviamente non demordo, ma a questo punto credo che in qualche modo il Comune, oltre ad elevare contravvenzioni, si debba porre il problema di controllare l'offerta delle bici che circolano sul territorio, nuove o usate che siano. Da qualche altra parte lo fanno. Magari in attesa che decolli il progetto di bike sharing (bici urbane a noleggio, se non erro), promesso qualche mese fa, che a suo modo potrebbe valorizzare anche i non fortunatissimi parcheggi di scambio, oltre che demotivare il mercato delle bici rubate.

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