Gioco
Pari opportunità, il presidente candida Lupi
Simone Consigli
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Rossella Lupi (Pd) sui banchi del consiglio provinciale Le consigliere del Pdl attaccano: «Specchietto per le allodole»
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LIVORNO. Dopo due anni di black out Giorgio Kutufà ha indicato la consigliera del Pd, Rossella Lupi, come presidente della commissione pari opportunità. L'annuncio è arrivato ieri in consiglio, dopo mille polemiche: perché la commissione non si riunisce dal 2009 per la mancanza del presidente (la presidenza è entrata nel pacchetto degli accordi sugli assetti politici tra Idv, Sel e Pd). Kutufà ha sottolineato che quella di Lupi, già coordinatrice del circolo di Colline, «non è una candidatura temporanea, sarà un ottimo presidente». Ma tra le consigliere di centrodestra - che convocano una conferenza stampa insieme a Marco Taradash e Andrea Romiti - esplodono le polemiche. «Dopo la nomina delle componenti della commissione - interviene Roberta Naldini - Kutufà avrebbe dovuto nominare la presidente. Dopo i ritardi abbiamo fatto quattro interrogazioni a cui ci è stato sempre risposto che alla nomina si sarebbe provveduto entro quindici giorni». C'è spazio anche per un retroscena: «La scorsa settimana avevamo pensato di manifestare il nostro disagio presentandoci tutte in consiglio con dei bavagli, ma il presidente quando lo è venuto a sapere, mi ha chiesto, tramite una comune e autorevole amica di cui non riferisco il nome, di rinunciare alla manifestazione, poiché avrebbe presto provveduto alla nomina, poi invece nulla è successo». Ora la nomina di Lupi non convince: «È solo una nomina per tapparci la bocca, se la ratifica in consiglio andrà per le lunghe noi continueremo la nostra protesta. È la prima volta in quindici anni che la presidente è della maggioranza: Patrizia Lupi darà a breve le dimissioni e tutte le nostre rimostranze saranno bloccate». A Naldini fa eco Costanza Vaccaro: «Questo è un ente che delibera poco e male, Kutufà ha pronunciato la nomina senza nessuna enfasi, questa nomina è solo uno specchietto per le allodole nella logica della lottizzazione del potere nella maggioranza». Le consigliere valuteranno se dare il via libera o meno in consiglio alla nomina.
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