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I riparatori all'attacco: «Occupazione, Benetti non deve fare ricatti»
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Il bacino navale 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Le riparazioni navali, con le nuove tecniche a basso impatto ambientale, sono perfettamente compatibili con le realizzazioni immobiliari della Porta a Mare». Ecco, in estrema sintesi, quanto afferma Marco Fiorillo, presidente della Gestione Banchine e Bacini, società che raccoglie diverse aziende di riparazioni navali, sulla questione dell'impatto ambientale di queste lavorazioni. «Nel nostro piano industriale è previsto che l'impatto ambientale sia pari quasi allo zero e quindi - sottolinea Fiorillo - con depurazione delle acque (fra i nostri azionisti abbiamo un'azienda specializzata in tal senso) lavorazioni con metodi moderni di sabbiatura e verniciatura con nessuna fuoriuscita di materiali dalla zona di lavoro». Fiorillo spiega che «la tecnologia ha fatto anche in questo settore notevoli passi in avanti», quindi, se il problema è «di impatto visivo», la società ha previsto, se non fosse possibile realizzare una copertura mobile, di installare delle paratie mobili. Fiorillo sostiene poi che se «chi non è del settore vede ancora le riparazioni navali come qualcosa di negativo dal punto di vista visivo e ambientale, ci meravigliamo quando certe affermazioni provengono da chi questo mondo lo vive tutti i giorni». Una cosa per la quale - accusa Fiorillo - «allora pensiamo che ci sia sotto qualcosa di diverso e che l'argomento venga strumentalizzato». Dopo aver rilevato che la società ha un accordo con Azimut «che prima di tutto si basa sulla convivenza e quindi anche i lavoratori del settore devono stare tranquilli», conclude però, riferendosi a quanto dichiarato dall'a.d di Cantieri Benetti, Vincenzo Poerio, che aveva parlato del rischio di avere 400 posti di lavoro ma di perderne 2mila, «non ci piacciono però i ricatti le affermazioni fuorvianti» ricordando che a proposito di quei 2mila «che sia scappato uno zero di troppo» e ricordando infine «che il nostro piano industriale è a disposizione di chiunque voglia analizzarlo».
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