Il Tirreno

Livorno

Detenuto suicida, assolto agente

L’avvocato Luciano Picchi
◗
L’avvocato Luciano Picchi

Il giovane si impiccò in cella con una felpa

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Assolto Giuseppe Paradiso, l'agente di polizia penitenziaria mputato di omicidio colposo per il suicidio di un detenuto che si impiccò nella sua cella alle Sughere, fatto che avvenne anche a causa del numero insufficiente di agenti in servizio nel carcere livornese, visto che è stato appurato che quella notte l'agente svolgeva in pratica due servizi.  Il processo davanti al giudice Sandra Lombardi riguardava i fatti avvenuti nelle prime ore del mattino del 13 settembre del 2007, quando un giovane albanese di 22 anni, che era trasferito dal carcere di Prato, tentò il suicidio impiccandosi nella cella dove era stato rinchiusi con altri due detenuti. Furono proprio questi a salvarlo, tenendolo sollevato e dando l'allarme. Il giovane venne visitato e trasferito in un'altra sezione, la "nuovi arrivi" in una "cella liscia", dove per timore che potesse tentare di nuovo il suo gesto, venne lasciato completamente nudo con solo un paio di ciabatte, e la raccomandazione di una sorveglianza assidua. Ma nonostante questo il detenuto riuscì, non si sa come, a riprendersi la propria felpa con la quale si impiccò di nuovo, stavolta uccidendosi.  Della sua morte venne imputato l'agente in servizio in quel momento, Giuseppe Paradiso, per cui si ipotizzò che non avesse svolto in modo adeguato la sorveglianza. Durante il processo, che ha visto sfilare numerosi testimoni, tra i quali molti colleghi dell'imputato, è emerso che l'ora della morte del detenuto andava spostata a fine turno, intorno alle 4, quando c'era il cambio delle guardie, ma anche che Paradiso, oltre che della sorveglianza delle celle, doveva occuparsi del reparto smistamento.  Alla fine il pm Massimo Mannucci ha chiesto l'assoluzione dell'imputato, come d'altronde ha fatto l'avvocato difensore, Luciano Picchi. Questi ha sottolineato come fosse emerso che Paradiso avesse sorvegliato con cura i detenuti della sezione, tanto che l'albanese avrebbe usato una scusa per farlo allontanare a fine turno e riuscire così a commettere suicidio. Alla fine la sentenza che ha prosciolto Giuseppe Paradiso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web