Gioco
«Cuore comunista ma con la testa...» Massimo De Santi lascia Rifondazione e sceglie Di Pietro
◗
De Santi 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Nel mio cuore c'è il comunismo, ma la mente (come diceva Gramsci) valuta e se proprio dobbiamo salvare il salvabile scelgo Idv...». Così Massimo De Santi, storico rappresentante del movimento ambientalista e della sinistra radicale si è iscritto al partito di Di Pietro. De Santi, 66 anni, cultore di scienze sociali per l'Università di Pisa, si è iscritto giovanissimo alla Fgci, ha militato nel Pci e vissuto il passaggio a Rifondazione, di cui è stato rappresentante anche a livello regionale e nazionale. Ora la svolta. «Siamo in una fase in cui al di là della simbologia bisogna fare i conti con un problema di democrazia. Oggi l'opposizione di sinistra non comprende quale sia davvero la posta in gioco: non solo creare un'alternativa valida a Berlusconi, ma difenderla questa parola... democrazia». «Alle ultime amministrative ho fatto molto per avvicinare Rc al centrosinistra, ma non ci sono riuscito. In un momento come questo bisogna anche saper scegliere il male minore, cercare di partecipare al governo, creare un'alternativa solida, un progetto comune. La Federazione della sinistra non riesce a decollare: c'è troppa rissosità, troppe divisioni al suo interno. Questo comporta la non possibilità di essere incisivi per voltare pagina». Perché Idv? «Con Sel sarei entrato di nuovo in una diatriba, Il Pd è lacerato da due correnti che non trovano pace. Dentro Idv, invece, riescono a convivere diverse anime. È un partito di lotta e di governo. Mi passi il termine: è la Lega del centrosinistra. Resto un ecopacifista e un comunista nel cuore, ma ora scelgo Di Pietro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
