Italia
LOPINIONE
OGNUNO FACCIA IL SUO DOVERE
Andrea Lazzeri
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Tanto tuonò che piovve dice l'antico adagio della saggezza popolare. Così è accaduto anche al Limoncino segnando la tappa arroventata di una storia nata male e gestita peggio. Ecco gli ingredienti del pasticcio: un progetto di discarica tenuto semiclandestino nella bizzarra speranza di passare inosservati; la strampalata condizione di proprietari di abusi edilizi che si ergono a paladini dell'ambiente; autorità preposte all'ordine pubblico che tollerano blocchi stradali e l'interruzione di consigli comunali nella speranza di raffreddare il clima; un imprenditore che ha conquistato il diritto a costruire ma sa bene che è impossibile realizzarlo senza una solida mediazione politica. Alla fine di questo pastrocchio è arrivato l'incendiario, più volte evocato nei pensieri cattivi delle passate settimane. Ora il limite è stato superato. Oltretutto - sia detto per inciso - solo il caso ha impedito che le fiamme si propagassero all'intera collina. Non ci sono più alibi per nessuno. Ciascuno è chiamato a fare la propria parte senza tentennamenti. Il comitato non offra più il fianco a situazioni di tensione e abbassi i toni. La politica si riappropri delle prerogative che le sono specifiche: cerchi una mediazione tra le diverse esigenze degli attori in campo, non dimenticando quelle dell'intera città che da anni aspetta di avere una discarica costruita secondo tutti i crismi di legge e con controlli sistematici. Infine le autorità di polizia: tutti sono convinti che le indagini saranno condotte in modo approfondito e utilizzando adeguati mezzi investigativi così da scoprire gli autori del rogo. Fin da oggi, però, è necessario che le regole del gioco democratico siano ristabilite: diritti e doveri rispettati anche qui, in questa zona di campagna.
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