Gioco
Guerra del porto: gli ispettori piombano di nuovo alla Sintermar
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Ottobre 2009: protesta di sindacati e portuali davanti alla Sintermar 4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ieri mattina gli ispettori dell'Autorità Portuale si sono presentati alla Sintermar e hanno trovato al lavoro quattro dipendenti della Cpm, una cooperativa di servizi che opera anche in porto. Secondo gli ispettori, stavano facendo un lavoro di trasferimento delle auto, servizio per il quale non sono autorizzati. Ma la Cpm ribatte che i suoi dipendenti stavano semplicemente etichettando le macchine, servizio per il quale la cooperativa è autorizzata. Aldilà del merito - le due versioni sono contrapposte - il punto è che l'ennesimo blitz ispettivo cade a pochi giorni della riunione della commissione consultiva (giovedì) che dovrà decidere sulla richiesta della Cpm di svolgere anche il lavoro di trasferimento delle autovetture. Richiesta pendente da mesi. Se venisse accolta, terminerebbe il monopolio di fatto che, in base a un'ordinanza del 2001, riserva questo tipo di lavoro a un solo soggetto: Unicoop Servizi. Il presidente di Cpm, Alessandro Martini, invita a tenere bassi i toni, preoccupato di non turbare la commissione di giovedì. Ma la realtà è che questa piccola cooperativa è finita nell'ingranaggio di un colossale scontro. Forse lo scontro finale tra la Compagnia Portuale, da sempre detentrice dei traffici di auto, e l'alleanza Sintermar-Fratelli Elia, che ha già portato via ai portuali il 30% del fatturato. Elia sostiene che per mantenere elevati gli standard qualitativi e competitivi i prezzi deve ricorrere a Cpm, che dunque diventa un tassello fondamentale nella battaglia per accaparrarsi i traffici di auto dei portuali. La segnalazione che in Sintermar stava accadendo qualcosa di poco chiaro è arrivata all'Autorità Portuale ieri mattina alle 10. Era arrivata una nave di auto, che erano state sbarcate, e non si capiva bene chi si stesse occupando dei trasferimenti. Due ispettori si sono presentati ai cancelli del terminal portuale e hanno chiesto di poter parlare con i lavoratori che stavano lavorando alle auto. Secondo quanto riferito all'Authority, i quattro lavoratori non sarebbero stati affatto solleciti a presentarsi, tanto che gli ispettori avrebbero minacciato il referente di Fratelli Elia presso il terminal di chiamare la Polizia. Infine i lavoratori si sono presentati e hanno detto tutti di essere dipendenti della cooperativa Cpm. La cooperativa Cpm era già stata trovata a lavorare dentro la Sintermar meno di un mese fa e ne era seguita una polemica rovente. L'Authority aveva ribadito che Cpm non era autorizzata a svolgere il trasferimento delle auto dal piazzale portuale ai piazzali esterni - lavoro che svolge per conto della Fratelli Elia, ricevitore delle auto. Ma l'amministratore delegato della Fratelli Elia, Mauro Volpato, in un burrascoso colloquio con il presidente dell'Autorità Portuale Giuliano Gallanti, aveva risposto che la condotta fin lì seguita era legittima e che dunque avrebbe continuato a lavorare con la Cpm. Nella scorsa riunione della commissione consultiva, la querelle era stata discussa e si era deciso di mantenere l'impostazione dell'ordinanza 40 del 2001 - quella che autorizza solo Unicoop Servizi a svolgere il lavoro sulle auto - fin quando questa non sarebbe stata riscritta. Nel contempo, l'Autorità Portuale ha inviato una diffida sia alla Cpm che alla Sintermar: diffida a non proseguire nella condotta seguita sinora. «Una diffida che abbiamo rispettato - sostiene il presidente di Cpm, Alessandro Martini - Infatti i nostri dipendenti al terminal Sintermar non stavano facendo il lavoro di trasferimento delle auto: non una sola macchina è uscita dal piazzale portuale. Stavano invece facendo un lavoro di etichettatura delle auto, cioè rintracciando, attraverso il numero di telaio, le auto che dovevano partire. Un servizio per il quale siamo autorizzati. Noi vogliamo stare nelle regole». Parlando con Martini si viene a sapere che la Cpm ha presentato ormai da mesi, il 27 febbraio scorso, la richiesta di autorizzazione per svolgere i trasferimenti di auto. L'istruttoria è proceduta con estrema lentezza in quanto - pare - il funzionario che se ne doveva occupare è stato assente per un lungo periodo. «L'Authority ha da mesi tutti i documenti che mi ha chiesto, compreso l'impegno a raggiungere i requisiti di occupazione e di dotazione di mezzi meccanici necessari per svolgere il trasferimento auto e dunque ora è in grado di deliberare» dice Martini. Giovedì la richiesta tornerà all'esame della commissione. Insieme al nuovo verbale degli ispettori. (c.m.)
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