Il Tirreno

Livorno

UN PIANO DA RISCRIVERE NON TIENE CONTO DELLA REALTA'

Enzo Raugei   presidente Comp. Portuale
UN PIANO DA RISCRIVERE NON TIENE CONTO DELLA REALTA'

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sione con gli operatori portuali dal prossimo settembre, per aggiustare e modificare.  La discussione ovviamente è partita da subito anche perché più che di modifiche ed aggiustamenti si tratta a mio avviso di modificarne in maniera sostanziale l'impostazione. Siamo alla fase preliminare di presentazione, dovranno seguire gli approfondimenti. E' condivisibile il principio di mettere ordine alle varie zone commerciali del porto, principio ispiratore del concetto del "porto dei porti". Del documento è evidente lo scarto fra il buon livello strategico della sua prima parte ed alcune proposte di assetti che spesso risultano meri esercizi geometrici, scollegati dai processi organizzativi e economici del porto. Hanno lo stesso peso economico le attività crocieristiche, che pure devono essere consolidate e sviluppate, rispetto ai traffici di massa come quelli dei prodotti forestali? Non possiamo non tener di conto delle attività che oggi si svolgono su quelle concessioni (Alto Fondale). Vale la pena ribadire che sono concessioni, sulla base delle quali, in termini di quantità e durata, i vari operatori hanno programmato e fatto investimenti importanti.  E' chiaro il riferimento alla limitazione che in quello schema si nota, per le attività dei prodotti forestali, ad oggi merceologia che fa di Livorno il primo porto italiano con volumi superiori al milione e mezzo di tonnellate. L'idea di concentrarli sul Molo Italia mi sembra un'impresa improbabile. Pensare che sia ininfluente sbarcare navi specializzate per queste merci senza avere i necessari magazzini "polmone" a ciglio banchina ed anche il numero di accosti con i fondali adeguati, mi sembra di voler negare l'evidenza di una necessità che va oltre l'interesse aziendale. Devo rappresentare le preoccupazioni che già si sono mosse da parte dei due nostri primari clienti: Grieg Star Shipping e Westfal-Larsen. Oggi il lato Sud del Molo Italia ha il fondale di circa -10 metri mentre il lato Nord è completamente da dragare, con tutte le problematiche annesse al dragaggio. Le navi break bulk per prodotti forestali hanno necessità di pescaggio intorno ai 12,50 metri e già oggi all'Alto Fondale hanno alcune difficoltà e spesso vengono alleggerite in altri porti. Per cui ritengo che da questo punto di vista il piano sia da ripensare profondamente, senza per questo negare la possibilità di trovare sinergie per le navi Cruise.  Altra forte riserva è quella inerente ad un unico terminal ro-ro, ro-ro pax e auto nuove che va dall'attuale Ltm alla Sintermar per una serie di motivazioni sulle quali presenteremo le nostre osservazioni. Nell'assetto delineato rimane da capire anche il destino delle attività che ad oggi si svolgono nei piazzali della Paduletta e Mediterraneo che ci riguardano direttamente e che in prospettiva della terminalizzazione con destinazione "multiproposta" della più grande infrastruttura portuale dopo la Darsena Toscana, dovranno trovare relazione.  Un progetto, a mio avviso, troppo macro sul quale dovremo discutere a fondo sulla base di dati certi e nell'interesse generale del nostro porto. Noi siamo aperti a sinergie e alleanze purchè queste avvengano con pari dignità, in armonia con ciò che attivamente svolgiamo, nel rispetto del ruolo imprenditoriale che ci contraddistingue che non può essere ricondotto, come spesso si sente dire, al solo svolgimento del lavoro.

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