Gioco
Portuali, rivoluzione in busta
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Lassemblea nella sala Montecitorio del Palazzo del Portuale Meno forfait e privilegi, lo stipendio sarà più legato al merito
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LIVORNO. Portuali, si cambia. Quante volte è stato detto. E quante volte, poi, il cambiamento non c'è stato. Ma ora la situazione della Compagnia è tale che non possono esserci alternative: cambiare è necessario, per non morire. Cambiare mentalità e, più concretamente, anche la busta paga, che potrebbe essere molto più leggera per tanti lavoratori del porto. La Compagnia Portuale ha intenzione di ridiscutere tutta la parte integrativa del salario, compresi i molti "forfait" che si sono sedimentati nel tempo. Nati con l'intendimento di retribuire prestazioni extra in luogo dello straordinario, molto spesso sono finiti per diventare solo voci dello stipendio. E allora, si volta pagina. Enzo Raugei, presidente della Compagnia, avverte che «dobbiamo discutere tutto con il sindacato». Ma dice: «La nostra intenzione è di ridiscutere il salario, legandolo maggiormente all'impegno, alla disponibilità, alla polivalenza, all'affidabilità». Al merito, insomma. Tanto per rendere l'idea, «si danno forfait per cose che non esistono più, e magari allo stesso lavoratore si pagano extra nuove prestazioni». Addirittura ci sono lavoratori che prendono un forfait per prestazioni dalla quale sono stati esentati. L'idea che è stata abbozzata nelle assemblee con i soci, in corso da mercoledì, è di riscrivere l'integrativo «in modo che possa stare in piedi nella nuova situazione di mercato», eliminando «condizioni di disparità fra lavoratori». Nella trattativa con il sindacato, saranno riproposti i contratti di solidarietà, ma più stringenti rispetto a quanto è stato fatto sinora. L'Inps sarà chiamata a coprire dal 30% all'80% dei turni di ciascun lavoratore (anzichè il 30% per tutti come è stato negli ultimi due anni). Già nelle assemblee informative, i rappresentanti sindacali hanno fatto sentire la loro voce, chiedendo che il risanamento della Compagnia non venga fatto gravare solo sulle spalle dei lavoratori. «Noi chiediamo che prima di discuta di come riorganizzare la Compagnia e poi solo dopo di salari - avverte Simone Angella, responsabile Cgil porti - I lavoratori sono consapevoli del momento ed è giusto legare il salario alla produttività, ma non vogliamo discutere di tagli "alla Tremonti", solo per risparmiare». (c.m.)
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