Lutto
SEGUE DALLA PRIMA
NON È PIÙ IL TEMPO DEGLI ACCORDICCHI
Andrea Lazzeri
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E questa è sicuramente una pessima notizia perché segnala che la pratica degli accordicchi è viva e vegeta. A Gallanti volevano imporre il livornesissimo Barbera che però non gode della fiducia del presidente. Gallanti boccia Barbera e i livornesi bocciano Gionfriddo con allegata promessa di riportare all'ordine questo genovese un po' troppo indipendente. Che c'azzecca il piano del porto col braccio di ferro sul segretario generale? Poco e tanto allo stesso tempo. Quasi niente perché la figura del segretario ha un ruolo tecnico, di attuazione delle scelte prese dal presidente e dal comitato portuale. Tanto, tantissimo, perché ricorda anche ai più distratti che l'intreccio tra politica e imprenditoria è più vischioso che mai. Passano gli anni ma i meccanismi restano sostanzialmente immutati. Nella settimana che si chiude i lettori del Tirreno hanno trovato sul giornale due notizie importanti per il loro futuro. Del porto abbiamo detto. La seconda riguarda lo scambio di aree tra Comune e Asl che permetterà di costruire il nuovo ospedale. Porto e nuovo ospedale sono opere strategiche, elementi fondamentali che influenzano l'intera vita cittadina. Eppure entrambi nascono fuori da un disegno di pianificazione urbanistica. Il nuovo piano strutturale ne dovrà tenere conto come dati di fatto. Si dirà: a Livorno non è una novità. Appunto, questo è il problema. Nei mesi scorsi la bellissima inchiesta sui quartieri realizzata da Mauro Zucchelli e Juna Goti, ha raccontato come interi pezzi della città siano sorti fuori dai piani regolatori. La pratica delle varianti anticipatrici e della variantine, è stata in auge per oltre mezzo secolo. Così nacquero estese e popolose zone: La Rosa, poi La Leccia e, ancora, la variante di Porta a Terra fino a quella di Porta a Mare. Mauro Zucchelli comentava: "Il volto dela città è stato disegnato in deroga". Che dire poi dell'interporto inteso da Nereo Marcucci come retroterra del porto, dalla Regione come interscambio della logistica e dal sindaco di Collesalvetti, Bacci, come nuova area industriale? Gli unici che non hanno manifestato interesse per questo confuso dibattito sono - purtroppo - le Ferrovie. Altrettanto nota la vicenda del Nuovo Centro che nasce per risolvere una diatriba milionaria tra Comune e Fremura nella quale, alla fine, si inserisce anche la guerra commerciale tra grandi catene della distribuzione alimentare. Agli urbanisti che dovranno disegnare funzioni della città futura non resterà che prenderne atto. Così sono andate le cose per tanti, troppi anni. La vulgata comune sostiene che però, alla fine, tutto funzionava, tutto si teneva e tutti avevano di che vivere. Forse è davvero andata così. Forse. Di sicuro, oggi, il meccanismo è rotto e il sistema di pesi e contrappesi s'è inceppato. Sembra banale dirlo eppure è necessario ripeterlo: il mondo è cambiato anche qui, in questa parte di Toscana. Quella stagione è morta e sepolta. Tenerla in vita è solo accanimento terapeutico.
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