Il Tirreno

Livorno

Preoccupazioni e mugugni nell’assemblea insieme ai dipendenti delle aziende dell’indotto

La rabbia di noi lavoratori Azimut

Giorgio Carlini
Lavoratori all’uscita dello stabilimento Benetti
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Lavoratori all’uscita dello stabilimento Benetti

«Niente allarmismi ma guai se toccano il nostro posto di lavoro»

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 LIVORNO. «Più che preoccupati siamo arrabbiati per questa situazione. Non stiamo dalla parte di Poerio o di Gallanti. Stiamo dalla parte del cantiere e dei lavoratori».  Fabio Raffaelli, membro della Rsu Azimut-Benetti, alza la voce e fa sentire il parere di chi questa fetta di città la fa andare avanti con le proprie mani. «Non dovremmo essere noi ad aver paura - afferma - quanto la Port Authority: se con il tempo le cose non si sistemeranno, adotteremo iniziative forti».  All'indomani dell'ultimatum dell'amministratore delegato Vincenzo Poerio, i lavoratori Azimut hanno indetto un'assemblea straordinaria, che ha registrato una partecipazione molto ampia: «Siamo molto soddisfatti dell'incontro della mattina - prosegue Raffaelli - oltre ai dipendenti della Benetti erano presenti anche quelli delle ditte appaltatrici».  Ai lavoratori non è piaciuto granché l'aut aut dei vertici del cantiere dei superyacht ma pensano che sia «solo un modo per far capire la gravità della questione».  Gli esponenti sindacali sono d'accordo con l'assessore Picchi: «Niente allarmismi, meglio cercare un equilibrio tra differenti istanze. Ma se vengono minacciati i nostri posti di lavoro, siamo pronti a far sentire le nostre ragioni. Tutte le decisioni verranno prese in accordo con chi rappresentiamo e in totale democrazia, cosa che a quanto pare non sta facendo Gallanti».  La linea adottata dall'Rsu è chiara: dialogo, coesistenza, soluzioni comuni. Ma se le discussioni ai vertici rischiano di ricadere sui lavoratori, allora le cose cambiano. «L'ho detto e lo ripeto: noi siamo per Livorno, per il cantiere livornese e per i lavoratori. Ben vengano altre centinaia di posti di lavoro. Ben venga un piano che permetta di dividere il porto in modo da accontentare tutti. Stiamo dalla parte dei dipendenti di Benetti ma anche da quella dei riparatori. Il piano dovrà essere regolamentato e vantaggioso per tutti. Ma se verranno intaccati i posti di lavoro, sarà battaglia».

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di Redazione web