Gioco
PARDINI (CISL)
Bene il piano di Gallanti ma ora serve un patto per un porto-comunità
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LIVORNO. «Un buon cambio di passo»: così Giovanni Pardini, numero uno della Cisl livornese, giudica il piano presentato dal presidente dell'Authority Giuliano Gallanti. Ma ora - avverte - c'è bisogno di «sostenerlo con un patto sociale che decida finalmente di fare "comunità" nel porto». E' indispensabile - sottolinea Pardini - più sprint per superare i ritardi che la Cisl denuncia da tempo e prendere di petto le questioni più spinose. Ma sempre all'insegna della volontà di evitare che fra i vari soggetti sociali, imprenditoriali e istituzionali del porto vi siano divisioni, «com'è avvenuto in passato per difendere rendite di posizione sempre più fragili». A giudizio di Pardini, «l'idea del porto ferroviario è positiva e realistica ed è forse l'unica via d'uscita per ridare affidabilità e competitività al nostro scalo, che sappiamo vive in una situazione emergenziale dovuta ai problemi dei dragaggi e alle problematiche inerenti l'accessibilità». Ben venga dunque l'attenzione per convincere le Ferrovie a «investire con determinazione nel nostro scalo, che può diventare davvero il porto della Toscana». Come fare per invertire la rotta? Pardini indica: 1) occorre costruire «dentro e fuori dal porto» un patto sociale che «condivida alcune scelte essenziali» e, in tempi brevi, «sostenere l'Autorità portuale e il suo presidente nell'affrontare le urgenze e lidee per sviluppare la potenzialità del nostro porto che non è di pochi bensì di tutta la comunità»; 2) ben venga un processo di razionalizzazione degli spazi di banchine e piazzali» per «costituire terminal specifici e competitivi»; 3) è necessario «contenere i costi dei servizi tecnico-nautici, rimorchio e ormeggio». La sottolineatura relativa alle riparazioni navali mette l'accento sul fatto che «sono un plusvalore ineludibile per il porto» e devono trovare una collocazione definitiva per dare occupazione ma in zona che sia «compatibile con le attuali situazioni produttive e occupazionali quali Azimut» per non veder compromessi «l'insediamento e gli ingenti investimenti presenti e futuri di questa importante azienda della grande nautica».
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