Il Tirreno

Livorno

«Non mi hanno ancora pagato»

Salì su una torre Eni, oggi torna a chiedere il saldo

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 LIVORNO. «Non sono ancora statto pagato, ho ricevuto solo piccolissimi acconti. Devo avere circa 2500 euro. Quanto altro dovrò aspettare?». Il 30 maggio era salito su una torre faro dell'Eni, a 20 metri da terra, con una sola richiesta: essere pagato di alcune mensilità arretrate. Da allora è passato un mese e mezzo.  Eppure la richiesta di Antonio Conoci, 55 anni, moglie e figlio di 5, non è cambiata. Originario di Lecce, è un trasfertista con la specializzazione di ramista (lavora i tubi di rame).  L'operaio è tornato a casa e torna a chiedere che il suo stipendio sia saldato. «Sono in difficoltà, non so più che fare. Ho persino aperto un conto alla Posta (in banca non posso permettermelo) perché i datori di lavoro mi avevano detto che era l'unico modo per versarmi ciò che mi spetta. Eppure ad oggi ho avuto solo un acconto di 500 euro sul nuovo lavoro. Ma mancano ancora il saldo della vecchia mensilità e quello nuovo». Conoci spiega che molti suoi colleghi sono già stati pagati: «Io invece mi ritrovo beffato: io ho bisogno di quei soldi per mandare avanti la famiglia».  Conoci aveva lavorato all'Eni per la Svs Impianti, che stava svolgendo un lavoro per Toscana Impianti.  «Ho contattato Toscana Impianti per sapere a che punto era la situazione e loro mi hanno detto che per la Svs è tutto a posto - dice - Ma non è così. Il mio appello è semplice: pagatemi coò per cui ho lavorato. È chiedere troppo?».

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