Il Tirreno

Livorno

BONISTALLI

Dividerlo in zone è una scelta sbagliata

1 MINUTI DI LETTURA





 Ho letto la proposta di piano regolatore portuale presentata dall'avvocato Gallanti al comitato portuale e, a pare alcuni spunti, non l'ho trovata affatto convincente. Si parte dal presupposto che il porto di Livorno sia una tabula rasa, una pianura dove si può costruire tutto ex novo, e non si considera che nel porto di Livorno c'è già qualcosa di esistente. Ho forti dubbi, soprattutto, sulla filosofia della zonizzazione. Tanto per capirsi, si può anche fare il polo unico dei traghetti in Darsena 1, ma si dovrebbe sapere che, solo considerando le linee che scalano oggi a Livorno, in Darsena 1 non c'è spazio sufficiente per ospitarle tutte. Così come vedo un azzardo mettere Compagnia Portuale e Giorgio Neri sulla stessa banchina, il Molo Italia. Non attardiamoci in disegni di cui è tutta da verificare la realizzabilità ma badiamo al sodo: ai fondali da scavare, al canale d'accesso da allargare, a quello che si può fare concretamente per rendere un "porto canale" come il nostro un vero porto. Enrico Bonistalli agente marittimo e consigliere di Asamar

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa