Il Tirreno

Livorno

La protesta dei bagnanti per la spiaggia antignanese resa off limits dagli acquirenti della Villa

Pendola, domani l'incontro-clou

La protesta dei bagnanti contro la chiusura della spiaggia di Villa Pendola
◗
La protesta dei bagnanti contro la chiusura della spiaggia di Villa Pendola

Cosimi: chiederò alla proprietà di lasciare l'accesso pubblico al mare

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Domani il Comune incontrerà la nuova proprietà di Villa Pendola per invitarla a lasciare l'accesso al mare ai bagnanti che contestano il fatto che la spiaggia antignanese sia interdetta al pubblico.  Lo ha annunciato il sindaco Cosimi in consiglio comunale di fronte a una folta delegazione del Comitato di protesta: a tu per tu con i nuovi acquirenti andranno anche l'assessore Valter Nebbiai e il presidente della circoscrizione 5 Matteo Ampola. Tanto Cosimi che Amadio ricordano di aver usato questo tratto di litorale: l'uno ribadisce che «faremo il possibile ma teniamo presente che è proprietà privata»; l'altra segnala che «questo diritto all'uso pubblico va garantito e semmai va frenata la speculazione». Nel centrodestra non la pensa così Giubbilei: «Guai se si mette in discussione la proprietà privata che è alla base della civiltà occidentale, non attrarremo mai gli investitori».  Capuozzo (Udc) è fiducioso che «l'intervento del sindaco possa risolvere il caso, magari con una discesa calcolata a "scomputo"». Giannini (Sel) sottolinea che «questa gente fa lì il bagno dal '76» e ricorda che, quand'era coordinatore dei centri estivi, gli fu dato torto all'uso esclusivo della spiaggia in forza di diritto consuetudinario in favore dei bagnanti. Cannito se la prende con il fatto che la vendita da parte di Siena ai nuovi soggetti è stata fatta «dopo che il Comune ha dato via libera a una licenza edilizia da 50 appartamenti e l'ha fatto senza ottenere garanzie dell'uso pubblico della spiaggia».  Il sindaco Cosimi sottolinea che il Comune avrebbe voluto acquistarla ma la spesa era superiore ai 5 milioni previsti. Non c'è più vincolo con la filantropa donatrice - dice - perché l'istituto senese ha dimostrato l'uso sociale dei proventi. La licenza? «Siamo andati incontro alle esigenze del Comune di Siena che aveva bisogno di far cassa per ripianare i conti del proprio istituto di assistenza sociale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web