Il Tirreno

Livorno

Limoncino, urla in consiglio

Mauro Zucchelli

Il sindaco grida a un contestatore: «Non ti permetto di insultarmi»

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 LIVORNO. «Accetto critiche di qualunque tipo, sono qui e non mi tiro indietro: ma "ladro" non devi permetterti di dirmelo, soprattutto qui in consiglio comunale. Capito te con la maglietta verde?». Già in precedenza la tensione si taglia a fette nell'aula consiliare del Comune: è affollatissima dai Comitati (spiaggia di Villa Pendola; familiari di degenti Rsa; Limoncino).  Il cerino vola sulla polveriera delle parole. Botta e risposta fra pubblico e qualche assessore: «Siete abusivi» (pensando agli annessi fuori regola). «No, abusivi siete voi lì» (indicando gli scranni di giunta). Più tardi, l'ambulanza della Misericordia soccorrerà una donna colta da malore.  Ci vuole un quarto d'ora buono - con la seduta consiliare sospesa - per riportare la calma in mezzo al trambusto, con il comandante dei vigili urbani Riccardo Pucciarelli che va a discutere con la gente che per protesta sventola i foglietti delle multe, mentre il sindaco ripete che pretende rispetto ma offre ascolto.  E' uno schiaffo al consiglio comunale: e, a partire da Lamberti, in più di un intervento torna la memoria delle squadracce fasciste contro la "giunta rossa" di Mondolfi. E' Fenzi (Pd) a ricucire lo strappo invitando alla solidarietà al sindaco. Si associano un po' tutti, benché con diversità di accenti: «Il dissesno è legittimo, le offese no» (Bianchi, Pd). «Quest'aula è sacra» (Del Corona, Pd). «In caso di intemperanze non va espulso solo chi sta fra il pubblico ma anche i consiglieri che le fomentano» (Scavazzon, Pd). «E' comprensibile l'esasperazione ma gli insulti non rafforzano la lotta, anzi la indeboliscono (Giannini, Sel; Lorenzo Cosimi, Rifondazione). «Avrei voluto analoga solidarietà anche quando fu aggredito il nostro Romiti» (Ciacchini e Giubbilei, Pdl). «Tutta colpa dell'assenza della politica fra le ragioni degli operai e quelle del Comitato (Romano, Idv).  Dai banchi dell'opposizione era stato Cannito (Città Diversa) a partire all'attacco accusando il governo locale («il proliferare dei Comitati è colpa vostra»): e al sindaco che si era limitato inizialmente a dire che non c'erano novità, replica sottolineando che la novità c'è ed è «l'impossibilità di parcheggiare sulla propria strada». Un tasto sul quale insiste anche Amadio («sosta vietata nella via di loro proprietà e mano libera invece alla discarica che li ammorberà»). E quando Cannito si limita ad associarsi a quanto hanno detto Idv e Prc, Latorraca (Pd) lo rimprovera: «Guai se la città perde il lume in nome d'un populismo che invece di dare soluzioni ai cittadini ne cavalca l'esasperazione».  L'ultima battuta è del sindaco Cosimi: «Il problema è che ormai non c'è più nessuna mediazione. Tutte le tensioni della città si scaricano qui sull'aula consiliare. E' una cosa che sta cambiando l'identikit del consiglio».

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