Il Tirreno

Livorno

Gallanti rivoluziona il porto

Cristiano Meoni
Gallanti rivoluziona il porto

La Compagnia perde l'Alto Fondale e va sul Molo Italia. Tutte le novità

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 LIVORNO. «Questo è solo un disegno» dice Giuliano Gallanti. Squaderna la carta e si capisce immediatamente che se resta un disegno, beh, non sfigurerà negli archivi di Palazzo Rosciano. Ma se attuato, rappresenterà una rivoluzione. Il porto verrebbe completamente riorganizzato. Prima cosa che salta all'occhio: l'Alto Fondale viene sottratto alla Compagnia Portuale, che ci sta costruendo i magazzini: che si fa, si spostano le fondamenta? Seconda novità: Lorenzini perde la Darsena 1 e forse può guadagnare la Sponda Est, dove ha già un piede, ma dovrà fare i conti con la Compagnia che controlla l'uscita (la Paduletta). Terza rivoluzione, enorme: un polo per le riparazioni navali, che resuscitano dall'oblio (vedi pagina accanto). E che polo: bacino grande, bacino galleggiante e due banchine, la 76 e la 75 (dove ora scalano le crociere). Quarta novità: entrano nel piano gli sterminati piazzali di Cagliata che si trovano oltre la ferrovia, che da oggi sono a tutti gli effetti porto. «Ho parlato di disegno illuministico, che male c'è? - scherza il presidente dell'Autorità Portuale - Anche se Parigi, poi, l'ha ridisegnata Haussmann». Sventrando i quartieri popolari. Ecco, con i livornesi gelosissimi delle proprie banchine Gallanti rischia di passare per Haussmann.  Mettere ordine. Piaccia o non piaccia, però la proposta di piano regolatore portuale c'è, il presidente l'ha squadernata ieri mattina ai componenti del comitato portuale facendo alzare più di un sopracciglio. Rispetto al "porto dei porti" coniato da Roberto Piccini, la filosofia non cambia, Gallanti semmai accelera passando dalla "specializzazione" alla "zonizzazione". L'idea di porto è che le funzioni non devono restare sparpagliate come adesso - i traghetti ro-ro sono disseminati in quattro posti diversi - ma accentrate in un unico luogo, magari con un unico concessionario: lì e solo lì i contenitori, lì e solo lì le crociere, e così via.  Crociere griffate. Tanto per capirsi: oggi le crociere attraccano in Darsena Toscana, sulla Sponda Est, all'Alto Fondale, alla banchina 75 oltrechè sulle banchine deputate, quelle in concessione alla Porto 2000. Domani - secondo il disegno di Gallanti - dovrà esserci un solo porto crociere («con una stazione marittima progettata da un grande architetto, siamo o non siamo la porta della Toscana?»). Una stazione crociere senza soluzione di continuità dal Molo Elba, dove finisce il porto turistico targato Azimut Benetti, fino all'Alto Fondale, comprendente anche la Calata Pisa - ora ci sono i traghetti di Tirrenia serviti da Unicoop Impresa - e la Calata Orlando - impegnata dai traffici di rinfuse del Tco.  Addio Alto Fondale. E' soprattutto l'Alto Fondale - banchina storica dei portuali - la spinosa questione, tanto che il presidente della Compagnia Enzo Raugei ha subito chiesto chiarimenti, facendo presente che sull'area sono in corso investimenti importanti - come la costruzione dei magazzini per i prodotti forestali.  I prodotti forestali come la cellulosa e il legname - in base a questa pianificazioni - faranno riferimento a un'altra banchina, il Molo Italia, oggi parzialmente usata dalle crociere. Banchina dove dovranno coabitare i due operatori concorrenti, Cilp (Compagnia Portuale) e Scotto (il gruppo che fa capo a Giorgio Neri): una bella scommessa.  Per migliorare il collegamento tra banchina e depositi di cellulosa, è previsto il tombamento della Darsena Calafati, in radice al Molo Italia. Riparazioni  Il piano prevede un polo per le riparazioni navali comprendente il bacino in muratura, quello galleggiante e le banchine 75 e 76. Sarà compatibile con Azimut Benetti e Porta a Mare?

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