Toscana
«Per il porto ho un disegno illuministico»
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LIVORNO. «Già dal comitato portuale, faremo una scommessa. Ho qualche dubbio, ogni tanto, che venga raccolta ma se non è così questo porto non ha un grande futuro davanti a sè». Giuliano Gallanti, presidente dell'Autorità Portuale, invita gli operatori di quella che insiste a chiamare «comunità portuale» a mettere da parte particolarismi, egoismi, individualismi. Oggi, al comitato portuale, presenterà - dice lui - «un disegno un po' illuministico e astratto del porto ideale. Calarlo nella realtà sarà un problema delicato, ma ribadisco che questo porto, se accetta la sfida, ha grandi potenzialità, può diventare il primo porto ferroviario d'Italia. A Genova devono spendere 5 miliardi per fare il valico, qui il valico lo abbiamo già, basta collegarsi alla rete nazionale. Ma è accettabile che in Svizzera non ci sia un solo contenitore che arriva dai porti italiani?». Massimo Paoli, economista, dà atto a Galanti di aver «finalmente» affrontato i nodi strutturali: fondali e collegamenti ferroviari. Attraverso una serie di slide, ha messo la platea degli industriali di fronte alla realtà di un contesto che sta velocemente mutando. Contaneirizzazione, gigantismo non solo delle navi - a fine anno debutterà una Maersk da 18mila teus - ma degli operatori logisti, automazione spinta dei processi: queste le tendenze in atto che rischiano di tagliare completamente fuori Livorno dal giro dei porti. E dire, come ha ricordato Paoli con alcuen tabelle, che eravamo il primo porto italiano nel 1986... C.M.
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