«Niente barche alla banchina 75»
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Una nave in bacino La Cna: impedirebbero l'uso dei bacini navali
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LIVORNO. «Quanto pubblicato sulla stampa relativamente alle anticipazioni sul nuovo piano regolatore del porto non può che trovarci concordi in merito alla collocazione delle riparazioni navali che avrebbe ipotizzato il nuovo presidente dell'Autorità Portuale Giuliano Gallanti». Lo sostiene, in una nota, la Cna. «Come da noi sempre sostenuto, si tratta di un settore ancora vitale che, se nuovamente dotato del grande bacino in muratura e delle banchine necessarie, può tornare a crescere e ad assicurare sviluppo ed occupazione». Ma c'è un problema, dice l'associazione artigiana. «Sfruttare la banchina 75 per l'ormeggio delle piccole barche da diporto, significa apportare modifiche strutturali per proteggerle dal moto ondoso, che non consentirebbero poi lo sfruttamento nemmeno della 76 ostacolando la manovrabilità delle navi con i rimorchiatori per l'accosto a banchina; ed anche il vederla come soluzione temporanea significherebbe sancire definitivamente la fine anche delle poche attività di riparazione ad oggi effettuabili, perchè le imprese del settore non si possono permettere di sospendere l'attività di riparazione navale anche se per un periodo temporaneo che non potrà essere inferiore a due anni; tale ipotesi ci lascia perplessi vista la lentezza con cui si giunge finalmente ad ipotizzare il restituire spazi e dignità al settore delle riparazioni». Secondo la Cna «positiva anche l'impostazione di una concessione unica per la gestione dei bacini e delle strutture: gli imprenditori possono e devono trovare una sintesi che renda l'intero settore il più competitivo possibile sull'agguerrito mercato internazionale».
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