Gioco
Industriali e sindaco dal palco sboccia l'idillio «Ora collaboriamo»
Cristiano Meoni
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Sopra la platea dellassemblea degli industriali A lato il minuto di silenzio per il parà ucciso Sotto il presidente Gemignani 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. E' ormai qualche anno che l'assemblea annuale degli industriali ha espunto dal dibattito qualsiasi polemica con le amministrazioni e la politica. Ma ieri mattina, nell'auditorium della Camera di Commercio, davanti agli imprenditori di tutta la provincia, si è andati oltre. Dalla non ostilità alla aperta collaborazione, soprattutto con il sindaco Cosimi che ha raccolto l'invito del presidente di Confindustria Andrea Gemignani a «camminare insieme». Il momento è grave, la finanza pubblica rischia il crac e il Paese è chiamato a uno sforzo di coesione straordinario. «Non abbiamo scelta, dobbiamo camminare insieme» dice Cosimi, terminando il suo intervento. E Gemignani subito raccoglie: «Grazie della tua disponibilità, lo prendiamo come un impegno a vederci presto e ad avviare una collaborazione». Questo clima di "vogliamoci bene" informa la relazione letta da Gemignani all'assemblea. Una enunciazione di problemi - dai rifiuti speciali che non si riescono a smaltire alla concorrenza sleale in porto - ma non di colpevoli. Una relazione di fine mandato, dato che Gemignani è all'ultimo anno di presidenza e non potrà essere rieletto. Il sunto del discorso del presidente confindustriale è che i dati occupazionali sono drammatici (la disoccupazione giovanile è al 36,7%) e «il rischio di deindustrializzazione è purtroppo diventato realtà». E se l'industria va male, non se la passa meglio «l'altro volano dell'economia provinciale, il porto». Dove «l'organizzazione del lavoro, il rispetto delle regole, la certezza della loro applicazione sono indispensabili. La continua distorsione della concorrenza e del mercato, se non corretto, continuerà a produrre profondi guasti nel tessuto economico». Quello che serve sulle banchine, secondo Gemignani, «è un mutamento storico rispetto agli approcci difensivi, orientati solo al giorno per giorno, alla cattura di un piazzale, di una banchina o di un contratto a proprio vantaggio». Un passaggio volutamente ambiguo, che potrebbe essere interpretato come un attacco a quelle aziende, come Sintermar ed Elia, accusate di aver forzato le regole. «Ciascuno può vederlo come crede, ma non è così - spiega Gemignani, al termine dell'assemblea - Il messaggio è che bisogna lasciarsi alle spalle questo fardello di conflitto e avviare una fase nuova di confronto». Il contesto in cui operano le aziende del territorio non è cambiato. Le utilities sono inefficienti e costano troppo, non si riesce a trovare una soluzione per smaltire i rifiuti speciali e, quando si tratta di fare delle scelte, si è succubi dei comitati. Ma l'invito a lavorare insieme, raccolto dal Comune, vale un'assemblea. Che per il resto si è snodata su binari abbastanza scontati. Con il presidente dell'associazione dei porti europei, Patrick Verhoeven, che ha parlato dell'importanza dei corridoio e delle reti europee - dove Livorno è rientrata dopo l'esclusione dalla prima lista di porti prioritari. Con l'assessore regionale Ceccobao che ha confermato la scelta della Regione di investire sul porto (51,5 milooni di euro per la foce dello scolmatore). E con le stimolanti riflessioni di Massimo Paoli. Al termine dell'assemblea, Gemignani tira le fila del discorso: «Abbiamo voluto aprire la nostra assemblea con l'Inno di Mameli. Ecco, il senso è proprio in quello "stringiamci a coorte": insomma facciamo quadrato, politica e imprese, perchè il momento è difficile».
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