Il Tirreno

Livorno

Bellabarba e gli operai dormono sui Tir

Juna Goti
A destra Paolo Bellabarba che ieri notte ha domito in via del Limoncino
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A destra Paolo Bellabarba che ieri notte ha domito in via del Limoncino

«Paura di danni ai camion». E così passano la notte in via del Limoncino

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 LIVORNO. Sono le due del mattino quando ci arrampichiamo per via del Limoncino. Ci arrampichiamo, perché lungo la stradina che divide in due gli orti è buio pesto. Solo poche luci: quelle del gazebo degli anti-discarica e quelle dei camion dei cugini Bellabarba, Paolo e Federico. Quando arriviamo la strada è ancora bloccata: sono le due del mattino e gli imprenditori dormono sul sedile.  Ecco la notte di ordinaria follia sul monte La Poggia. La notte che non ti aspetti, tra zanzare, cinghiali e un senso di caldo paradosso estivo. Lunedì, prima e dopo il caotico consiglio comunale sulle microlottizzazioni, lungo la strada che porta alla futura discarica è successo di tutto. Prima le auto parcheggiate e multate in curva, poi la paralisi dei camion e l'arrivo (inconcludente) del carro attrezzi.  I lavoratori della società Bellabarba sono rimasti per tutto il giorno a metà strada, incastrati tra le auto in sosta e la volontà di portare a tutti i costi il materiale nell'ex cava. Gli abitanti hanno protestato in consiglio e sono tornati al loro gazebo, decisi a impedire l'inizio del conferimento dei rifiuti sulla collina.  Così ecco quello che, nel caos del Limoncino, non si era ancora mai visto: i cugini Bellabarba dormono nell'auto piazzata in mezzo ai camion. Fanno a turno con i lavoratori (dodici in tutto, sei nella notte), che sorvegliano il carico. «Non riusciamo a passare perché ci sono alcune auto parcheggiate ai lati - dice Paolo Bellabarba mentre accende i fari dell'auto - sono venuti i vigili, hanno fatto multe da 80 euro, ma i signori non si fanno trovare...siamo qui da dodici ore e non ce ne andiamo».  «Siamo rimasti - continua - per garantire le condizioni di sicurezza (faremo manovra in caso di emergenza) e sorvegliare il carico: stiamo trasportando i teli che arrivano dalla Germania e che dovranno rivestire il terreno della discarica. Vogliamo assicurarci che non ci siano danni». Lungo la strada è buio pesto, camion e auto sembrano un incastro di lamiere. E ambulanza o vigili del fuoco non riuscirebbero a passare. Ora sono le tre. I tir spengono le luci, i lavoratori si rimettono a dormire, a turno.  Fanno lo stesso gli abitanti, qualche metro più giù. La portavoce, Rosaria Scaffidi, si allontana solo per qualche minuto («..andiamo almeno al bagno»). Si cerca di scherzare un po' , di sdrammatizzare. Ma la tensione, dopo quasi un anno di presidio ininterrotto, è alle stelle. Per tutti. Ecco perché infastidiscono, non poco, quei due consiglieri di maggioranza che si muovono veloci lungo la strada, come ombre. «Vi sembra un bello spettacolo...?», si lasciano andare gli operai con gli occhi mezzi chiusi.  Il peggio, però, lo porta con sé il sole. Ieri è scoppiato di nuovo il caos. In via del Limoncino sono arrivate le forze dell'ordine e il carro attrezzi, che questa volta ha caricato la prima auto che bloccava il passaggio dei camion. Scaffidi grida all'«abuso di potere, la strada è privata». I mezzi salgono. La mattina trasportano il famoso telo, nel pomeriggio anche la pesa che sarà rimontata in settimana e servirà a pesare i rifiuti. Tra una ventina di giorni, conferma Bellabarba, la discarica sarà pronta. Al Limoncino parte la settimana più calda.

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