Gioco
Stop alle carrozzelle a Villa Fabbricotti, sul lungomare, alla stazione
Quanti intoppi per i disabili La vita è una corsa a ostacoli
Giorgio Carlini
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Barriere architettoniche sul marciapiede2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. I disagi di chi si muove su una carrozzella - denunciati da Fabrizio e da altri disabili - li abbiamo verificati di persona in una sorta di giro per la città, immaginando di essere seduti su una sedia a rotelle. Cominciando dalla sera, perché anche chi è disabile vuole divertirsi con gli amici. Partiamo dal cinema all'aperto di villa Fabbricotti: adesso al parco possono accedere pure i cani, ma per un disabile autosufficiente il lungo strato di ghiaia è un ostacolo insormontabile. Niente film, andiamo allora sul lungomare a bere un drink. I marciapiedi e gli scivoli di fronte alle strisce pedonali sono occupati dai motorini: le baracchine sono irraggiungibili. Ripieghiamo sull'idea di mangiare qualcosa nei dintorni. Ma quasi tutti i locali con posti all'aperto hanno palchi inaccessibili per chi è in carrozzina. Nei vari spostamenti notiamo come i marciapiedi siano sempre invasi da scooter e parti anteriori delle auto. Vietata ai paraplegici la voglia di svagarsi... Riprendiamo il percorso il mattino dopo, partendo dai Tre Ponti. Il cartello rassicura: "Discesa facile, presenza di scalette per l'accesso alla spiaggia". Facile per chi può camminare, non per chi ha una sedia a rotelle. Forse un paraplegico non apprezza il sole e il mare? La tappa successiva è la Terrazza Mascagni. Ci sono gli scivoli: peccato che lato Acquario porti dritto a una distesa di ghiaia, per chi ha una carrozzina equivale alle sabbie mobili. La nuova piazza Mazzini? Un piacere, però le barriere anti-motorini sono anche un vicolo cieco per i disabili. Rinunciamo a mare e parchi, optiamo per il centro: la maggior parte dei negozi ha scalini all'ingresso. Piccoli sì ma non tanto agli occhi di un paraplegico. Eppure la norma in materia di barriere architettoniche impone di eliminarle se la ristrutturazione comporta un cambio di destinazione d'uso (nel caso non bastasse la sensibilità dei gestori). Continuiamo a girare per la città: corsi pedonali interrotti da pioli di cemento, marciapiedi bloccati da sbarre e pannelli di ferro, scivoli ostruiti da cassonetti, macchine, motorini. Terminiamo il percorso a ostacoli: una sosta alla Stazione Centrale e alla toilette del bar. Il problema non è tanto il pagamento di un euro per il servizio, quanto le sbarre automatiche stile metropolitana e una corsia di accesso larga non più di 40 centimetri. Ripensiamo alle parole di Fabrizio: una città davvero difficile, la multietnica Livorno...
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