Gioco
Limoncino, scoppia il caos Consiglio comunale tra i fischi e strada in tilt nella notte
Martina Corirossi
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Un momento della contestazione di ieri in Comune 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La giornata è finita come era iniziata: nel caos. Ieri sera gli abitanti e proprietari di piccoli appezzamenti al Limoncino hanno raggiunto il consiglio comunale dove era in programma la discussione sulle microlottizzazioni (tema caldissimo se collegato agli annessi agricoli). Una cinquantina di persone che appena si è riunita l'assemblea ha iniziato a protestare. Ad accendere la miccia, in realtà, è stata la comunicazione del presidente Enrico Bianchi, che ha avvisato dell'assenza, «per motivi personali», del sindaco Cosimi, rimandando le comunicazioni di alcuni consiglieri a domani. In particolare quella della capogruppo del Pdl, Marcella Amadio, sia sulla vicenda degli annessi che su quella della discarica in fase di realizzazione al Limoncino. A questo punto gli abitanti hanno iniziato a gridare «venduti, venduti...» e hanno tirato fuori una serie di striscioni di protesta: «Grazie sindaco per le promesse non mantenute» oppure «Né rossa né nera, la salute è la nostra bandiera». Il consiglio è piombato nel caos ed è stato interrotto per almeno un quarto d'ora. Poi il presidente ha deciso di procedere con le comunicazioni. «I cittadini - interviene Marcella Amadio (Pdl) - sostengono che solo chi sta prostando attivamente contro la discarica e ha presentato un esposto in Procura ha ricevuto avvisi di demolizione degli annessi presunti abusivi o controlli sugli scarichi. Se rispondesse al vero sarebbe una grande ingiustizia e scorrettezza: chiedo al sindaco di riferire in consiglio». La consigliera fa anche sapere di avere chiesto agli uffici comunali tutta la documentazione circa le ultime notifiche e ha chiesto spiegazioni sui cartelli di divieto di sosta sistemati in via del Limoncino «nonostante il giudice non abbia ancora detto se la strada è preivata o privata a uso pubblico». Marco Cannito (Città Diversa) parla di «una situazione di una gravità inaudita: l'amministrazione tace e lascia che i cittadini si facciano guerra tra loro: chiedo che a tutti i capigruppo vengano consegnati i nomi di coloro che sono oggetto dei controlli». A rispondere è il vicesindaco Cristiano Toncelli: «Qui non è in discussione se la strada è privata, ma se è anche a uso pubblico. Il tribunale ha ritenuto che fino a quando non sarà emessa la sentenza non è necessario interrompere i lavori e il passaggio deei mezzi». E garantisce che «se l'impianto non rispetterà tutte le autorizzazioni non aprirà mai». L'assessore Bruno Picchi entra nel merito dei controlli degli ultimi giorni sugli scarichi dei frontisti e sottolinea che «di fronte a una denuncia formale gli enti non possono fare finta di niente, devono intervenire». Il riferimento è all'esposto presentato dalla società Bellabarba su un'ottantina di scarichi ritenuti abusivi sul monte La Poggia, dove anche ieri pomeriggio si è scatenato il caos: i frontisti hanno parcheggiato le auto oltre il divieto di sosta fatto installare nei giorni scorsi nei primi trenta metri di via del Limoncino. Immediato il blocco dei camion diretti al sito, con l'arrivo delle forze dell'ordine. I vigili urbani hanno multato gli abitanti: foglietti rosa da 80 euro. I camion non si sono più mossi creando un ingorgo per chiunque volesse uscire. Anche il carroattrezzi è rimasto incastrato tra le auto. «Il materiale è sui mezzi - dice in tottata Paolo Bellabarba - resteremo tutta la notte se servirà a salire. È un nostro diritto, siamo prigionieri in mezzo a una strada». Dopo il consiglio comunale sono quindi tornati anche i rappresentanti del comitato che a loro volta hanno gridato all'«abuso». Il caos è andato avanti fino a tarda notte.
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