Il Tirreno

Livorno

Il giudice reintegra la direttrice di Zara

le vetrine del negozio Zara di via Grande
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le vetrine del negozio Zara di via Grande

La donna era stata accusata di aver rubato dei vestiti

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 LIVORNO. Il giudice del lavoro ha reintegrato al suo posto Alessia Fraschetti, la direttrice del negozio Zara di via Grande, che era stata licenziata il 3 dicembre del 2009 con l'accusa di aver rubato una decina di capi d'abbigliamento dal grande magazzino.  La sentenza è stata emessa dal giudice Jaqueline Magi che ha deciso sul ricorso presentato da Alessia Fraschetti attraverso gli avvocati Marco Guercio e Monica Esposito. Il giudice ha stabilito che la ex direttrice debba essere reintegrata, in quanto il suo licenziamento è «illegittimo», e che a suo favore sia pagata «un'indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quella dell'effettiva reinteggrazione», ovvero che le vengano pagati tutti gli stipendi arretrati dal giorno del licenziamento.  La vicenda che ha avuto come protagonista Alessia Fraschetti, 38 anni, da oltre 15 al lavoro nel mondo della vendita dell'abbigliamento, avvenne nell'autunno 2009. La direttrice, che in precedenza aveva lavorato al punto vendita Zara de "I Gigli" di Campi Bisenzio, e poi era stata incaricata di aprire il nuovo negozio di Livorno, per il quale aveva anche curato la selezione del personale, era stata accusata dall'azienda di aver portato via dal negozio l'8 ottobre 2009 dieci capi di abbigliamento, dopo aver staccato l'etichetta antitaccheggio e averli messi in una busta. Questo secondo quanto avevano dichiarato due colleghi della Fraschetti.  La direttrice ha sempre respinto l'addebito, ma questo non era valso ad evitarle il licenziamento. Licenziamento che invece è stato annullato dal giudice.  Pe Alessia Frascehtti, la sentenza della dottoressa Magi rappresenta la fine di un incubo: «Da quando sono stata licenziata con un'accusa del genere - spiega la ex direttrice di Zara - non sono più riuscita a trovare lavoro: ho passato un periodo difficilissimo, ma meno male che ho trovato la forza di reagire, altrimenti sarebbe stato facile cadere nella depressione».  Alessia Fraschetti, che ricorda i suoi trascorsi lavorativi milanesi - «Ho lavorato in via Montenapoleone» - ricorda anche il suo attaccamento al lavoro - «certe volte ho lavorarato anche 15 ore al giorno» - e alla fine si rivolge direttamente all'azienda: «Io voglio tornare al mio lavoro, ho chiesto giustizia ed un giudice me la ha data, ma questo non vuol dire che io sia maldisposta verso l'azienda, anzi - conclude - credo che una volta chiarite le cose si possa tornare in piena armonia e con il massimo spirito collaborativo».

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