Il Tirreno

Livorno

«Al mare e nei locali andateci in bus»

Juna Goti
«Al mare e nei locali andateci in bus»

Bettini insiste col pugno duro contro la sosta selvaggia: «Bisogna cambiare mentalità»

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 LIVORNO. «Qui si pretende di avere il parcheggio a portata di tiro: davanti allo scoglio, al locale dell'happy hour. Farsi 500 metri a piedi è diventato impossibile. Ora basta...». Non si smuove di una virgola l'assessore alla mobilità, Maurizio Bettini, dopo l'ondata di multe del finesettimana (venerdì sera 100, sabato sera 80 più altre decine di giorno): «Nel libro bianco dell'Unione Europea si parla chiaramente di incentivare pedonalizzazione e ciclabilità, altrimenti arriviamo al blocco paradossale: per muoverci tutti non si muove più nessuno».  Assessore, sta dicendo che i livornesi devono andare al mare e nei locali in bus o in bicicletta?  «I livornesi non sono obbligati a prendere bus e bici. Sono invitati a provare a farlo».  Certo oggi spostarsi col mezzo pubblico non è sempre il massimo.  «È chiaro che se ci fossero più entrate (ovvero più utenti) potremmo far circolare più mezzi pubblici. Ma le faccio un sempio: sono stato fra i sostenitori del prolungamento delle linee A e B sul lungomare fino a mezzanotte. Siamo andati a vedere i dati: a bordo non c'era nessuno. Significa che è la mentalità ad essere sbagliata. Comunque, nonostante i tagli, la linea 1 non è stata toccata: passa un bus ogni sette minuti. Sul viale Italia, al posto delle linee A e B, è nata la linea E attiva fino alle 23. E abbiamo ripristinato il bus che nel finesettimana, di notte, arriva in Calafuria: lo prendono centinaia di ragazzi».   Ok, ma che ci sia fame di posti è sotto gli occhi di tutti: è scattata anche una raccolta firme per scovare spazi alla Rotonda.  «Chi ne fa una lotta culturale rischia di bloccare lo sviluppo di questa città: oggi mi chiedono di mangiare un pezzo dell'area pedonale, domani mi chiederanno di trasformarla tutta in un parcheggio. Guardi - e scuote la testa - anche se facessi nuovi parcheggi non si esaurirebbe il problema: una nuova infrastruttura non farebbe che attirare traffico».  Quindi non si faranno più parcheggi sul lungomare?  «Non sto dicendo questo. Il punto è che i parcheggi non rompono il circolo vizioso».  Quindi?  «Puntavo sull'area del deposito Atl: speravo di poter realizzare 127 parcheggi a raso nel giro di 18 mesi».  Ma il trasferimento del deposito è in ritardo.  «Vero. C'è anche Porta a Mare, dove troverà spazio un nuovo parcheggio. Ricordo che negli ultimi anni abbiamo realizzato circa 200 stalli per scooter, ma ripeto (e torna a scuotere la testa): prima bisogna cambiare mentalità».  Multe: continuerete con i controlli extra?  «L'indirizzo è quello. È ovvio che il comando di polizia municipale valuterà in base alle risorse disponibili».  Sul nostro sito l'80% dei lettori ha votato a favore del pugno duro: se lo aspettava?  «Sì. La gente è stufa, ha bisogno di vedere che non regna l'anarchia».  Non è che il Comune sta solo facendo cassa?  Faccia infastidita: «Non è per fare cassa. Ancona, città capoluogo, ha lo stesso numero di abitanti di Livorno. Eppure registra la metà delle multe: oltre 100mila all'anno a Livorno, circa 50mila ad Ancona. Significa che qui c'è un problema di comportamenti. Il fatto che la gente chieda il pugno duro è sintomo che la situazione è satura. Un sondaggio come quello del Tirreno non ha scientificità, è ovvio, ma ci dà il polso degli umori. Guardi, mi fa orrore pensare che una città debba essere governata a colpi di giri di vite. Il lavoro deve essere culturale: se quest'anno abbiamo registrato un calo di incidenti in scooter è anche grazie alla sensibilizzazione nelle scuole. Ma l'amministrazione deve usare tutti gli strumenti».  C'è chi le dà del «crociato» delle multe...  «Non sono un crociato e neppure un maoista. Ci sono leggi che mi impongono (penso all'art. 22 della legge del 2000 sul piano urbano di mobilità) una riduzione costante del traffico urbano. Un mesetto fa abbiamo sperimentato la corsia preferenziale protetta in via Roma: abbiamo messo i cordoli, ce li chiedevano tutti. Ora vogliono toglierli: gli scooter e le auto ci finiscono contro. Sa perché? Vanno in controsenso. A questo punto i cordoli non si toccano».

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