Il Tirreno

Livorno

«Una brava mamma Niente faceva pensare a un dramma del genere»

Laura Gini vicina di casa a Guasticce di Simona Alessandroni A lato Rina Tafi
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Laura Gini vicina di casa a Guasticce di Simona Alessandroni A lato Rina Tafi

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 GUASTICCE. «La trovavo alla Coop qui in paese, era tranquilla, salutava con cortesia. Veniva con i suoi bambini, belli. È impossibile pensare che sono morti». La signora Rina Tafi quando pensa a Simona Alessandroni, la donna che sabato pomeriggio si è uccisa con i figli incendiando la sua auto in una strada periferica di Santo Pietro Belvedere, nelle vicinanze di Capannoli, abbassa lo sguardo sul tavolo del circolo Acli La Pira, dove sta facendo una partita a carte con le amiche.  In paese non si parla d'altro. La gente ha letto i giornali, ha visto la tv e ha sentito che Simona Alessandroni, fino a due anni fa, abitava qui a Guasticce, al piano terra di una palazzina gialla a due piani al numero 24 di via della Colmata.  Le voci si rincorrono, gli abitanti provano a dare un volto alla tragedia.  Ma la signora Alessandroni non la ricordano in molti. A Guasticce è arrivata quattro anni fa, con lei il compagno Bruno Pucci e due bambini, Leonardo (figlio di lui) e Letizia. Proprio mentre la famiglia abitava qui, è nato il piccolo Lapo. Ecco, questa nascita i vicini di casa la ricordano. Ricordano quando Simona girava per questa strada periferica con il passeggino. «La mattina portava i due bambini più grandi a scuola - dice Laura Gini, che abita in via della Colmata, a pochi passi dalla casa dove si era trasferita Simona Alessandroni -, passavano a piedi e poi lei tornava indietro da sola. Ci salutavamo, niente di più. Lei stava a casa e il compagno veniva il fine settimana, perché lavorava fuori». È turbata all'idea che quella signora così pacata possa aver distrutto la propria vita e quella di quei bambini innocenti. «Lapo, il più piccolo - dice ancora Gini - è nato mentre stavano qui. Ricordo che la sera lei passava con il passeggino. Quando hanno lasciato Guasticce, due anni fa, il bimbo era ancora molto piccolo».  A Guasticce, tra i vicini di casa, chi la conosce meglio è la signora Guerrini, che abita al primo piano della villetta gialla in via della Colmata. Preferisce non entrare nei dettagli, la notizia di questa tragedia l'ha colpita nel profondo, ma descrive Simona Alessandroni come «una persona perbene, irreprensibile, una brava mamma».  Il pensiero della gente del paese va a quelle due creature che la mamma ha portato con sé nel suo ultimo viaggio di disperazione. «Giocavo con la bimba, Letizia - ricorda Greta Pisana, che abita a un centinaia di metri dalla villetta - mentre andavo da mia nonna scambiavo due parole con la bambina. Parlavamo di ginnastica e ballo, lei faceva balli latino-americani in un centro a Collesalvetti. Mi ricordo quando è nato Lapo. Poverini, che tragedia».(a.c.) ALTRO SERVIZIO A PAG. 3

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di Redazione web