Gioco
Il sociologo: zapping dei sentimenti
Ma gli ultimi dati indicano una frenata
Ma gli ultimi dati indicano una frenata
Matrimoni ko, Livorno quasi da record
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LIVORNO. Difficile trovare qualcuno che ci batta nello sprint per mandare ko un matrimonio: lo raccontano le statistiche Istat che, un anno dopo l'altro, mettono nero su bianco in forma di cifre fenomeni sociali come i divorzi e le separazioni. La nostra provincia è stabilmente fra le prime 10 in tutta Italia ormai da più di un decennio: segno che non è il capriccio dei numeri bensì qualcosa di radicato nella mentalità collettiva. Ad esempio, fra i cento campanili del Bel Paese eravamo al terzo posto nel '99 e primi sia nel 2002 che nel 2003. Ma nella seconda metà del decennio scorso, questo boom rallenta almeno un po': scendiamo al quinto posto nel 2005 e, tre anni più tardi, ultimo dato ufficiale disponibile, eccoci in 10ª posizione. Cala un po' anche la frequenza di divorzi e separazioni: negli anni in cui eravano in testa alla classifica nazionale si contavano circa 100 divorzi e separazioni ogni 10mila famiglie (con una punta di 105,2 nel 2002). Traducendo un po' a spanne: poco meno di un matrimonio su tre è destinato a andare in frantumi nel corso del proprio percorso di vita. Ma di recente questa percentuale si è ridotta del 25% e adesso lo standard non arriva a quota 75 divorzi e separazioni ogni 10mila famiglie. Questa facilità di divorziare o separarsi specificatamente labronica ha a che fare con il fatto che la nostra zona è una di quelle a più bassa pratica religiosa in Italia? Si potrebbe crederlo, se non fosse che l'ultima graduatoria vede in testa la cattolicissima Lucca, l'isola "bianca" nella "rossa" Toscana. Livorno è superata anche da mezza Sardegna (Iglesias, Campidano e Cagliari), dalla fascia alpina fra Aosta e il lago Maggiore, da La Spezia e da Lodi. «Non esiste coppia che non abbia momenti di difficoltà - dice il sociologo Luca Lischi - ma noi livornesi abbiamo un temperamento forse più institivo e sanguigno di altri, ed ecco che ci risulta più arduo fare la fatica di ricomporre le ragioni per stare insieme. Se lo sommiamo a quell'individualismo un po' edonista che contraddistingue le nostre zone, è facile intuire come mai si rischi una sorta di "zapping" dei sentimenti: domina l'"io" rispetto al "tu". C'è talvolta la tentazione della scorciatoia: buttare tutto all'aria pur di non rimettersi in gioco e ripartire daccapo». M.Z.
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