Il Tirreno

Livorno

Sel rinuncia all'assessore in Provincia

«Pensiamo all'alleanza». Ma ci sono ancora società da sistemare

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Sinistra Ecologia e Libertà rinuncia all'assessore in Provincia. O meglio «prende atto» che di posti, nella giunta di palazzo Granducale, non ce ne sono. Ieri mattina i vertici livornesi del partito di Vendola - il segretario Andrea Ghilarducci, il responsabile delle politiche del lavoro, Vittorio Vittori, il capogruppo Cristiano Adriani - hanno riunito la stampa nella saletta al piano terra.  Lo hanno fatto per dire che «se questa alleanza fosse davvero condivisa il problema degli assetti si sarebbe risolto in un mese. Ora basta: ci hanno proposto di pazientare, non se ne parla...». Dopo una frase così ci si aspetterebbe la svolta: usciamo dalla maggioranza. Invece no: «Chiudiamo il discorso degli assetti e prendiamo atto che non c'è modo di avere un assessore». Quello reclamato dopo che Fausto Bonsignori ha scelto l'area socialista. «Abbiamo dimostrato - dice Ghilarducci - di non volere strapuntini, sgabelli e poltrone. Quelle che ci interessavano erano le garanzie sul documento di maggioranza che sancisce gli accordi sulla pari dignità degli alleati e sulle cose da fare. Sulla pari dignità abbiamo visto... sulle cose da fare misureremo i nostri partner e agiremo di conseguenza».  Quelle «garanzie» di cui parla Ghilarducci sarebbero arrivate due giorni fa a Firenze, in un incontro tra i vertici di Sel e del Pd. Grande assente Idv, che nella partita degli assetti in Provincia ha giocato un ruolo chiave. Non è un mistero, infatti, che il presidente Giorgio Kutufà avesse chiesto proprio a Idv di rinunciare a uno dei suoi due assessori (Simena Bisti e Maria Teresa Sposito) per lasciare il posto a un alfiere di Sel: in cambio avrebbe ottenuto la vicepresidenza. Ma l'accordo è saltato.  «Noi consideriamo questa alleanza strategica - riprende Ghilarducci - per garantire una prospettiva al Paese. Per questo ci siamo battuti per aggiornare l'accordo politico, al di là degli assetti. Non saremo noi a far saltare la maggioranza per un posto in giunta». L'accordo si regge su quattro pilastri: Tpl («è colpa della Provincia se è stata tagliata la linea 10, nonostante i tagli del governo deve fare la sua parte per garantire i servizi...»), piano energetico provinciale («vogliamo essere coinvolti, in due anni Kutufà ha riunito la maggioranza un paio di volte»), rifiuti, politiche del lavoro, del territorio e di gestione dell'ente («a cosa serve il direttore generale? Ci sono servizi che si sono trovati senza dirigente dalla sera alla mattina...»).  Tutto risolto allora? Non proprio. Adriani avverte che «da ora in poi, in consiglio, voterò secondo coscienza». In ballo, poi, c'è ancora la presidenza di due partecipate (Ealp e Provincia Sviluppo). «Ufficialmente non ci sono state fatte proposte», si divincola Ghilarducci, che poi fa capire di non volere patate bollenti: «Non abbiamo ancora chiaro quale sia il piano energetico e neppure la mission di Provincia Sviluppo...». Ma la verità eccola qualche secondo più tardi: «Sono società strumentali rispetto a branche operative dell'ente come Aamps, Asa, Atl...». Che Sel punti proprio a quelle? Del resto non ha mai nascosto di volere posizioni di governo... J.G.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore