Gioco
«Centrale Enel monitorata da anni»
Martina Corirossi
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Una foto della centrale Enel di via Salvatore Orlando Arpat sul fenomeno delle piogge acide: necessario uno studio di tutte le possibilità
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LIVORNO. Il fenomeno delle piogge acide resta un mistero. La centrale Enel del Marzocco non può essere la sola responsabile delle macchiette azzurre che hanno rovinato la carrozzeria e i vetri di decine di auto parcheggiate nelle zona di via Salvatore Orlando. È quanto emerge da un comunicato di Arpat, l'azienda regionale per la protezione ambientale. Arpat fa sapere che la centrale termoelettrica è da anni sotto monitoraggio. A partire dal 2000, Enel è stata più volte citata in causa a seguito dei danni che la ricaduta di alcuni corpuscoli aveva arrecato alle vetture. Ma, come si legge nel comunicato, le sentenze si sono risolte "con l'impossibilità di stabilire con certezza alcun nesso di causalità tra le emissioni e i danni". Un altro particolare è interessante: le testimonianze fanno riferimento a gocce di colore diverso che avrebbero danneggiato le auto. Macchiette gialle, rossastre, azzurre e nere. Un dato che secondo Arpat "farebbe proprio pensare a cause indipendenti dalla presenza della centrale". Infine l'azienda ricorda che Enel, oltre ad aver ridotto le emissioni nocive, ha dimezzato la produzione rispetto agli anni'90, (solo 550 ore di attività nel 2010). "Va evidenziato comunque - ribadisce Arpat - che la possibilità che le immissioni della centrale dovute ai gruppi termoelettrici possano ricadere in un raggio di distanza così ristretto (circa 200 m) sono abbastanza remote, visto l'altezza delle ciminiere (80 m)". Arpat conclude: "Per questo motivo e per trovare la causa dei danni appare necessario uno studio oggettivo che comprenda tutti gli elementi".
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