Il Tirreno

Livorno

Pioggie acide, esposto in Procura

Martina Corirossi

E presto altre denunce. Vertenza Livorno chiede la chiusura della centrale

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 LIVORNO. La pioggia acida arriva sul tavolo della Procura. Come annunciato, ieri mattina Walter Prosetti ha presentato alla Procura di Livorno un esposto contro ignoti. L'uomo, impiegato in un ufficio nei pressi di via Salvatore Orlando, aveva denunciato insieme ad altri colleghi, i danni riportati dalle auto in sosta nella zona industriale. Carrozzerie e vetri di decine di vetture sono irrimediabilmente segnati da piccole macchie azzurre, come se qualcuno avesse nebulizzato una sostanza corrosiva nell'aria. Tutte le vetture, in particolare quelle di colore scuro, parcheggiate fra via Salvatore Orlando e via Paleocapa, sono tempestate da inspiegabili goccioline chiare. La vernice è stata letteralmente "bruciata" da questa misteriosa pioggia, tanto che cofani e tettucci risultano ruvidi al tatto. Il sospetto è che possa trattarsi della ricaduta delle emissioni delle ciminiere vicine, visto che nella zona nord della città si concentrano alcuni fra gli impianti industriali più inquinanti della provincia. C'è la centrale Enel, proprio in via Orlando, il cementificio e la raffineria Eni. Inutile anche la riverniciatura delle carrozzerie più rovinate: le macchiette ricompaiono nel giro di pochi mesi.  "Temo che questi segnali siano indicatori di una pessima qualità dell'ambiente nella zona di via Salvatore Orlando e via Paelocapa - si legge nell'esposto presentato da Prosetti - Temo altresì che i danni materiali arrecati alle vetture siano secondari rispetto ai rischi per la salute dei cittadini che frequentano e stazionano molte ore al giorno nella zona". E dopo la denuncia di Prosetti, altri impiegati della zona industriale hanno deciso di farsi sentire e di dargli manforte. Nei prossimi giorni presenteranno alla Procura lo stesso esposto, affinché le autorità facciano luce sulla vicenda. Fra questi c'è Silvia Tani, che trascorre 8 ore della sua giornata in via Salvatore Orlando, nell'edificio che ospita il bar e la concessionaria: "Quello che mi inquieta maggiormente non è la vernice scolorita - dice - Penso a quegli effetti all'apparenza invisibili, alle conseguenze sulla pelle, sui polmoni e sulle vie respiratorie".  E mentre i cittadini stanno sul vago, Vertenza Livorno chiede la chiusura della centrale Enel «che porta inquinamento e non lavoro». «Il fenomeno fu registrato per la prima volta alla fine degli anni'90 da alcuni dipendenti della Dogana - racconta Maurizio Zicanu di Vertenza Livorno - tanto che nel 2000 un'azienda intentò causa verso la centrale. Enel fu assolta e dette il via ad un programma volto a ridurre le emissioni". Il fenomeno delle pioggie acide si è però riproposto. «Una riconversione, che peraltro Enel non sembra disposta ad intraprendere, non risolverebbe i gravi problemi di inquinamento atmosferico. La centrale lavora a ritmi ridottissimi, crea disagio nell'area circostante e mette a repentaglio la salute dei cittadini - conclude - deve chiudere».

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