Il Tirreno

Livorno

Lutto. È morto in casa a Ardenza

Addio a Barinci pittore dei colori

Addio a Barinci pittore dei colori

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LIVORNO. Una tavolozza vaiopinta che si origina nell'anima e si esprime nella tela. Pier Giorgio Barinci potrebbe essere definito l'artista dei colori. Li prendeva dal suo giardino, che cercava di rappresentare nelle sue opere con meticolosa cura, ispirandosi alle ninfee di Monet; li catturava dall'ambiente circostante, che era per lui continua fonte di ricchezza artistica. Ma soprattutto, quei colori Barinci li rubava dalla sua sensibilità interiore. E poi li riproduceva con intensità nelle opere, che fossero a soggetto naturalistico o umano.  Così il figlio Leonardo descrive l'estro di suo padre, scomparso ieri a 69 anni. Da qualche anno era affetto da una grave malattia a cui aveva sempre reagito con coraggio. Ma negli ultimi tempi la situazione è precipitata, fino a diventare irreversibile negli ultimi quattro giorni. Barinci è morto circondato dall'affetto dei cari nella sua abitazione in via Ricci 9, una villetta con un vasto giardino, che lui curava personalmente. Il pittore era nato e cresciuto ad Ardenza, dove era molto noto e stimato. Era sposato con Fiorella e aveva due figli, Leonardo, che fa l'ingegnere, e Francesca, laureanda in architettura. La famiglia ieri è stata circondata dall'attenzione di tanti amici e parenti che si sono recati ad Ardenza per salutare l'amico defunto.  Barinci era nato a Livorno il 21 settembre 1942. Fin da ragazzo si era dedicato allo studio delle arti figurative prima come allievo del pittore livornese Gio Batta Lepori e poi come libero cultore.  Ereditata la formazione labronica, si era orientato fin da subito allo stile post macchiaiolo e alla tecnica della pittura ad olio, caratteristici di gran parte della sua produzione artistica. Aveva partecipato a diverse gare di pittura estemporanee a Firenze, Como, Avellino, Bologna, in città ed in altri centri minori sparsi per la Toscana, raggiungendo spesso i livelli più alti delle graduatorie. Nel corso degli anni ha esposto parte dei suoi lavori in numerose mostre collettive e personali di arte contemporanea e ha preso parte a molte esposizioni cittadine tra cui il premio Rotonda. «Nei suoi quadri metteva tutto se stesso - dice il figlio Leonardo - e guardando le sue opere è possibile ripercorrere le fasi anche emotive della sua vita. Da ragazzo aveva sofferto molto per la perdita della sorella e questo dolore ha molto influenzato la sua produzione artistica, soprattutto nella prima fase». Barinci era anche molto religioso: nella maturità aveva approfondito ulteriormente il suo credo e in molte sue opere è possibile ammirare quel profondo senso di pace che la fede gli donava.  Tuttavia, la vena artistica non era la sola peculiarità di Barinci. In realtà la sua attività di base trovava radici nell'edilizia: il pittore era infatti titolare di una ditta individuale omonima di costruzioni. Lui stesso infatti aveva costruito con le sue mani la casa di via Ricci, a cui teneva molto. L.L.

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di Redazione web