Il Tirreno

Livorno

Il piccolo Hadim non ce l'ha fatta

Lara Loreti
Il piccolo Hadim e in basso l’impatto devastante sul Romito
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Il piccolo Hadim e in basso l’impatto devastante sul Romito

È morto al Meyer il bimbo di 18 mesi coinvolto nello scontro sul Romito

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 LIVORNO. Il piccolo Hadim non ce l'ha fatta. Il suo cuoricino ha smesso di battere ieri notte alle 4 all'ospedale Meyer, dove era stato trafseito nel pomeriggio di martedì, nel tentativo in extremis di salvarlo. Resta in coma, in prognosi riservata, la madre Mame Diarra Cisse, 35 anni. Disperato il padre, Ndiaye Fallou, dal 1997 in Italia: «È una tragedia che mi devasta». Grave anche l'altra donna.  Hadim ha subito gravi danni cerebrali: durante i soccorsi è andato due-tre volte in arresto cardiaco, restando per diverso tempo senza ossigeno. E purtroppo, nonostante l'impegno di medici e volontari, non c'è stato niente da fare. Il piccino era nato nel dicembre 2009 ed era la gioia dei genitori, una vera mascotte anche nella comunità senegalese.  «Era un bimbo buono, non dava nessun problema», dicono i parenti. L'altra mattina la madre Mame Diarra insieme all'amica Amy Niang, 41 anni, residente a Piombino, stavano viaggiando verso Livorno per fare spese e poi avrebbero fatto un giro anche a Pisa. Le due donne lavorano insieme a sulla Costa est di Piombino, dove vendono oggetti vari sulla spiaggia.  Ndiaye, invece, padre del piccolo, è il responsabile della comunità senegalese di Follonica, dove si è trasferito nel 1997. L'uomo, 45 anni, è ben integrato in Toscana ed è molto conosciuto. Negli ultimi tempi, Ndiaye ha lavorato nel villaggio turistico Mare sì, poi a primavera è andato in Senegal a trovare la sua famiglia. Quindi, una volta tornato, ha trovato impiego a Follonica nella cooperativa sociale il Nodo, che si occupa di ambiente, trasporti e turismo. La moglie Mame Diarra l'ha raggiunto in Italia dal Senegal nel 2007. Un anno e mezzo fa i due hanno concepito il piccolo Hadim e si sono trasferiti a Riotorto.  Il bambino è il primogenito della coppia, Ndiaye invece ha altri due figli in Senegal e a primavera aveva portato giù nel Paese d'origine con sé il neonato per farlo conoscere ai fratelli. La donna è gravissima: grande apprensione per lei. Migliora l'amica Amy, anche lei in rianimazione.  Il piccolo si trova tuttora al Meyer a Firenze e tra oggi e domani sarà sottoposto all'autopsia, come disposto dalla Procura di Livorno. Poi il suo corpicino sarà trasportato in Senegal per il rito funebre musulmano. Come da tradizione, la salma sarà avvolta in un lungo panno bianco simbolico e sepolta sotto terra rivolta alla Mecca. La comunità senegalese si sta già interessando del trasporto nel Paese africano. Del caso si sta interessando anche la comunità regionale, rappresentata dal livornese Mbaye Diop: «Esprimiamo solidarietà e vicinanza al nostro amico: condividiamo con commozione il suo dolore. Ndaye è disponibile e capace, e da sempre si dà da fare per tutti».

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di Redazione web