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L'affondo dell'Aci: assurde le catene anti sosta selvaggia
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Due scooter multati sul lungomare 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il no secco alle catene ipotizzate dal comandante della polizia municipale, Riccardo Pucciarelli, per bloccare la sosta selvaggia sulle piazzette del lungomare, arriva dall'Automobile club di Livorno: «Invece di inventarci nuove forme di repressione pensiamo a educare i ragazzi al rispetto del codice della strada». «Quale benefico effetto didattico - scrive il presidente della commissione traffico dell'Aci, Riccardo Heusch - può produrre in un ragazzo la realizzazione di un semplice e secco divieto, rappresentato nello specifico caso delle piazzette del viale Italia da una catena? L'ostacolo scatenerà probabilmente un effetto contrario e controproducente di ribellione a ogni ordine imposto con la forza. La catena istigherà i ragazzi a eludere il dissuasore, peraltro con la pressoché certezza di farla franca, visto che anziché trovare un vigile, a sbarrare loro la strada, ci sarà un pezzo di ferro». L'alternativa alla «sterile blindatura»? «Una presenza attenta sul posto, anche di un singolo agente, si rivelerebbe una soluzione vincente e ottimizzante il rapporto costi-efficacia. A parer nostro infatti, non occorrerebbe essere presenti quotidianamente, bensì ci sarebbe la necessità di intervenire in modo casuale per sanzionare i trasgressori». «Il codice della strada - continua la nota - prevede una cartellonistica chiara e non certo la posa in opera di catene, cavi, muri. La legge si applica attraverso l'uso dei cartelli e la presenza di uno di questi segnali. In teoria, dovrebbe essere sufficiente per incutere il rispetto della regola in questione. Cosa suggerisce, allora, il comandante Pucciarelli per impedire ai mezzi a due ruote di percorrere i sensi unici al contrario? Una sorta di anacronistica nassa?». «Diciamo perciò - chiude - un secco no alla politica delle catene, che peraltro costituiscono in ogni caso un serio ostacolo ai mezzi di soccorso e rispondiamo attraverso una sensibilizzazione all'educazione stradale. Passando, se è necessario, anche attraverso l'elevazione di sanzioni fino al blocco del mezzo per un certo periodo». In ogni caso, chiudono i vertici dell'Aci, «ricorre l'obbligo di suggerire agli organi preposti una seria verifica sull'effettiva disponibilità di posti scooter nella zona toccata dalla querelle. Siamo sicuri che l'Amministrazione comunale, nel corso del lungo periodo invernale e in vista del boom di visite che tradizionalmente interessa l'area del lungomare livornese, abbia messo in atto tutte quelle manovre atte ad assicurare un posteggio alla maggior parte degli scooteristi? In verità, non crediamo di aver assistito a seri interventi mirati a risolvere questo annoso problema che puntualmente si ripresenta ogni anno». Di certo c'è che «le promesse sul parcheggio della Bellana sono rimaste solo belle parole sulla carta».
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