Il Tirreno

Livorno

Pd in ansia per la Compagnia Portuale

Filippo Di Rocca
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Filippo Di Rocca

Summit in Comune ma Raugei rassicura: «Abbiamo un piano, 2010 chiuso in utile»

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 LIVORNO. Era da molto tempo che il vertice della Compagnia Portuale non si riuniva con il vertice del partito, il Pd, e della città. Ma il momento, per i portuali, è eccezionale. La percezione è che sia in discussione la stessa sopravvivenza della Compagnia. Il presidente dei portuali Raugei, sabato mattina, ha illustrato la situazione al sindaco Cosimi, al presidente della Provincia Kutufà, al senatore Filippi, al consigliere regionale Ruggeri, ai segretari del Pd Di Rocca e De Filicaia. E li ha rassicurati che è sì difficile e tuttavia gestibile. Ma Raugei non ha convinto del tutto, anche perchè nel summit non sono stati portati i numeri della situazione e i dettagli del piano di tagli che sarà proposto ai soci, nelle assemblee già convocate a metà mese.  Al vertice in Comune era presente, al gran completo, il consiglio della Compagnia. Che ha portato all'attenzione di politici e amministratori anche un dato sorprendente: il 2010 è stato chiuso in attivo. «La manovra sui costi ha dato benefici. Se non ci fossero stati tolti i traffici di Grimaldi, anche il 2011 sarebbe stato buono». Grimaldi, però, se ne è andato in Sintermar, facendo mancare ai portuali il 30% del fatturato. E ora si dovranno tagliare i costi per mantenere un equilibrio finanziario. Il piano dei tagli è stato solo abbozzato: farà leva sul rinnovo dei contratti di solidarietà, con decurtazioni dello stipendio più pesanti di quelle fatte finora, e sul risparmio su alcune voci. Si è anche accennato al trasferimento di una parte del personale della Compagnia alla Cilp, l'impresa del gruppo.  Un piano che andrà meglio verificato, quando sarà reso noto nei dettagli. Intanto, commenta il segretario della federazione Pd Filippo Di Rocca, «resta la preoccupazione per una crisi che ha colpito il porto e con esso la Compagnia Portuale. La Compagnia è sicura di saperla affrontare. Se il management ha idee e progetti per rilanciare il ruolo del gruppo, ne siamo ben lieti, ma noi dobbiamo pensare che ci sono in gioco i destini di centinaia di famiglie. Così come alla De Tomaso e alla Giolfo e Calcagno, il nostro partito starà vicino ai lavoratori». Un pressing, quello del Pd, che innervosisce i vertici della Compagnia. Convinti che la situazione venga rappresentata più grave di quella che è. «Il piano che abbiamo approntato dà tutte le risposte» dice Raugei, che annuncia che giovedì sarà approvato un bilancio 2010 «che si chiude con un buon utile, dovuto a partite straordinarie ma anche al contenimento dei costi». (c.m.)

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