Il Tirreno

Livorno

De Tomaso, i corsi non partono

Mille posti di lavoro appesi all'ingresso del socio indiano

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 LIVORNO. Non si sblocca la situazione alla De Tomaso, la casa automobilistica che ha riassorbito 150 ex dipendenti della Delphi. I corsi di formazione non sono ancora partiti.  Da Torino non arrivano notizie rassicuranti. Perchè quello che sembrava un dato acquisito - all'indomani dell'aggressione degli operai torinesi a Gianmario Rossignolo - ancora non lo è. La Regione Piemonte non ha acceso la fideiussione che serve a sbloccare i finanziamenti autorizzati dall'Unione Europea e ad avere gli anticipi dalle banche. Per dare la propria garanzia, vuole a sua volta una garanzia da Rossignolo. E cioè la garanzia che i capitali privati in grado di far partire la produzione ci sono davvero, non solo sulla carta. Quei soldi da esibire alla Regione Piemonte la De Tomaso li sta aspettando da un partner indiano, che già alcuni mesi fa si era mostrato interessato ad entrare in società con Rossignolo per riattivare una produzione di auto in India. Un partner, però, del quale si sa poco o niente. E' stato scritto - ma la notizia non è mai stata ufficializzata - che era disposto a entrare nel capitale della De Tomaso, con un'iniezione di 100 milioni di euro, attraverso una società con base a Londra. Però sono rimaste ipotesi, come lo erano alcuni mesi fa.  Ora, pare che Rossignolo abbia detto alla Regione Piemonte che, per accendere la garanzia, aspetta i soldi dell'indiano. Se così fosse, non c'è da aspettarsi niente a breve. E dunque la preoccupazione dei sindacati per i 1050 posti di lavoro tra Livorno e Torino è più che legittima. «O parte tutto in luglio - dicono da Torino - o rischia di saltare tutto».  Peraltro, come scrive "Repubblica" di Torino, si è fatta avanti un'altra grana: la società proprietaria dello stabilimento di Grugliasco, la Sit, controllata dalla Regione Piemonte, ha dato mandato ai propri avvocati per esigere il pagamento dell'affitto dei primi sei mesi: 300mila euro. E si approssima anche la scadenza della seconda rata.  I lavoratori di Livorno, intanto, aspettano: l'avvio dei corsi, più volte annunciato e sempre rimandato, e il pagamento del prossimo stipendio, che dovrebbe essere fatto direttamente dall'Inps.

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