Toscana
Di Rocca: "Non voglio fare il sindaco" e candida Cosimi al parlamento
Alessandro Guarducci
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LIVORNO. È un Filippo Di Rocca a tutto campo quello che si “confessa” al Tirreno il giorno dopo la nascita dell’associazione politico-culturale di Marida Bolognesi & soci (un po’ da tutti catalogata come corrente di partito). Il segretario della federazione Pd dice di non essere intenzionato a correre per la poltrona di sindaco ma di voler continuare a guidare il partito; promuove a pieni voti Cosimi e lo sponsorizza per il Parlamento; apre alle primarie, anche di coalizione, e per allargare le alleanze si rivolge all’Api; si mostra tiepido nei confronti della coordinatrice della segreteria. Ecco qua il suo pensiero.
Allora, Di Rocca: da grande vuole fare il sindaco?
«Basta con questa storia. Lo dico una volta per tutte: nè oggi nè domani sono disponibile a candidarmi a sindaco».
Ma tre anni sono lunghi. Potrebbero anche farle cambiare idea, non crede?
«Questa ipotesi la scarto a priori. Il mio unico obiettivo è di svolgere al meglio l’incarico di segretario della federazione. E di partecipare, in questo ruolo e ovviamente insieme ad altri, all’individuazione dei percorsi che porteranno alla scelta del prossimo candidato sindaco del centrosinistra».
D’accordo, ma lei sarà segretario fino al 2013 e le amministrative ci saranno nel 2014.
«E’ vero, il mio mandato dura tre anni. Però spero che possa esserci la possibilità di andare avanti. Così ho già detto qual è la mia ambizione per il futuro».
Però come si spiega che il toto-candidato sia iniziato con così grande anticipo?
«E’ qualche anno ormai che faccio politica, e noto che in occasione del secondo mandato di un sindaco capita spesso che la decisione sulla sua “successione” si svolga in tempi sbagliati. E’ quanto sta avvenendo oggi a Livorno».
Forse le speranze di molti sono alimentate dall’idea che Cosimi possa uscire di scena in anticipo.
«Può darsi, ma io non credo a questa eventualità. E comunque ci tengo a ribadire che il sindaco ha la mia fiducia più completa e quella di tutto il partito. Come segretario del Pd ritengo una perdita di tempo stare a parlare di candidature quando c’è da da lavorare per chiudere partite molto importanti per Livorno come la revisione del piano strutturale, la realizzazione del nuovo ospedale e della viabilità sulla variante Aurelia, il completamento della Porta a mare, etc.».
A proposito: l’attività amministrativa in questi mesi sembra procedere al rallentatore. Non è preoccupato?
«No, parlare di ritardi e addirittura di immobilismo, come ogni tanto sento, mi sembra davvero eccessivo e anche ingiusto nei confronti di un’amministrazione che sta facendo molte cose. Del resto si sta parlando di grandi operazioni, che sono anche molto complesse nelle procedure di realizzazione. Ma nel frattempo, per esempio, stanno andando avanti i piani di riqualificazione legate ai Piuss che cambieranno volto alla città».
Torniamo al sindaco: lui ha detto che resterà fino al 2014 e che poi tornerà fare il medico. Crede che davvero che sia questo il suo futuro?
«Cosimi è il migliore, un vero e proprio cavallo di razza. Ha ribadito più volte la volontà di portare a conclusione il mandato di sindaco, per completare le partite che oggi sono ancora aperte, e sono convinto che lo farà. Ma se dovesse presentarsi l’occasione di correre per qualche incarico di prestigio, io sono favorevole a farlo correre».
Allora lei ipotizza una candidatura di Cosimi alle Politiche del 2013 (o anche prima)...
«Non credo che il Pd darà l’ok alle candidature dei sindaci in parlamento. Ma se ciò dovesse accadere, Cosimi è la migliore risorsa su cui il Pd livornese può e deve investire».
Rieccoci al punto di partenza: se ci sono già tanti aspiranti a sindaco è proprio perché c’è la possibilità che Cosimi possa lasciare prima del 2014.
«Io ho parlato solo di un’eventualità, peraltro difficile da concretizzarsi. Ma se si verificassero certi presupposti, è fuor di dubbio che la scelta cadrebbe su Alessandro Cosimi: nessuno, meglio di lui, saprebbe rappresentare il nostro territorio sui tavoli della politica nazionale».
Favorevole o contrario alle primarie nelle elezioni amministrative?
«Le primarie sono uno strumento importante da utilizzare con intelligenza».
Magari allargandole a tutta la coalizione.
«Se ci sono le condizioni programmatiche necessarie, perché no?».
In questi tre anni, cercherete di allargare i confini del centrosinistra?
«Il compito del Pd è quello di fare la prima mossa. Però, visto che non ci consideriamo autosufficienti, è chiaro che vogliamo aprirci a tutte le forze politiche che a livello nazionale si oppongono al governo Berlusconi: sto parlando della Federazione della sinistra, ma anche dell’Udc e dell’Api. Per prima cosa dovremo trovare un’intesa programmatica poi andranno cercati insieme gli strumenti da usare per individuare le candidature».
Glielo chiediamo ancora una volta: come giudica l’associazione promossa dalla Bolognesi?
«Per come è stata presentata è un bene per il partito, un elemento di arricchimento. Comunque, i miei primi interlocutori restano sempre l’unione comunale e i circoli».

Allora, Di Rocca: da grande vuole fare il sindaco?
«Basta con questa storia. Lo dico una volta per tutte: nè oggi nè domani sono disponibile a candidarmi a sindaco».
Ma tre anni sono lunghi. Potrebbero anche farle cambiare idea, non crede?
«Questa ipotesi la scarto a priori. Il mio unico obiettivo è di svolgere al meglio l’incarico di segretario della federazione. E di partecipare, in questo ruolo e ovviamente insieme ad altri, all’individuazione dei percorsi che porteranno alla scelta del prossimo candidato sindaco del centrosinistra».
D’accordo, ma lei sarà segretario fino al 2013 e le amministrative ci saranno nel 2014.
«E’ vero, il mio mandato dura tre anni. Però spero che possa esserci la possibilità di andare avanti. Così ho già detto qual è la mia ambizione per il futuro».
Però come si spiega che il toto-candidato sia iniziato con così grande anticipo?
«E’ qualche anno ormai che faccio politica, e noto che in occasione del secondo mandato di un sindaco capita spesso che la decisione sulla sua “successione” si svolga in tempi sbagliati. E’ quanto sta avvenendo oggi a Livorno».
Forse le speranze di molti sono alimentate dall’idea che Cosimi possa uscire di scena in anticipo.
«Può darsi, ma io non credo a questa eventualità. E comunque ci tengo a ribadire che il sindaco ha la mia fiducia più completa e quella di tutto il partito. Come segretario del Pd ritengo una perdita di tempo stare a parlare di candidature quando c’è da da lavorare per chiudere partite molto importanti per Livorno come la revisione del piano strutturale, la realizzazione del nuovo ospedale e della viabilità sulla variante Aurelia, il completamento della Porta a mare, etc.».
A proposito: l’attività amministrativa in questi mesi sembra procedere al rallentatore. Non è preoccupato?
«No, parlare di ritardi e addirittura di immobilismo, come ogni tanto sento, mi sembra davvero eccessivo e anche ingiusto nei confronti di un’amministrazione che sta facendo molte cose. Del resto si sta parlando di grandi operazioni, che sono anche molto complesse nelle procedure di realizzazione. Ma nel frattempo, per esempio, stanno andando avanti i piani di riqualificazione legate ai Piuss che cambieranno volto alla città».
Torniamo al sindaco: lui ha detto che resterà fino al 2014 e che poi tornerà fare il medico. Crede che davvero che sia questo il suo futuro?
«Cosimi è il migliore, un vero e proprio cavallo di razza. Ha ribadito più volte la volontà di portare a conclusione il mandato di sindaco, per completare le partite che oggi sono ancora aperte, e sono convinto che lo farà. Ma se dovesse presentarsi l’occasione di correre per qualche incarico di prestigio, io sono favorevole a farlo correre».
Allora lei ipotizza una candidatura di Cosimi alle Politiche del 2013 (o anche prima)...
«Non credo che il Pd darà l’ok alle candidature dei sindaci in parlamento. Ma se ciò dovesse accadere, Cosimi è la migliore risorsa su cui il Pd livornese può e deve investire».
Rieccoci al punto di partenza: se ci sono già tanti aspiranti a sindaco è proprio perché c’è la possibilità che Cosimi possa lasciare prima del 2014.
«Io ho parlato solo di un’eventualità, peraltro difficile da concretizzarsi. Ma se si verificassero certi presupposti, è fuor di dubbio che la scelta cadrebbe su Alessandro Cosimi: nessuno, meglio di lui, saprebbe rappresentare il nostro territorio sui tavoli della politica nazionale».
Favorevole o contrario alle primarie nelle elezioni amministrative?
«Le primarie sono uno strumento importante da utilizzare con intelligenza».
Magari allargandole a tutta la coalizione.
«Se ci sono le condizioni programmatiche necessarie, perché no?».
In questi tre anni, cercherete di allargare i confini del centrosinistra?
«Il compito del Pd è quello di fare la prima mossa. Però, visto che non ci consideriamo autosufficienti, è chiaro che vogliamo aprirci a tutte le forze politiche che a livello nazionale si oppongono al governo Berlusconi: sto parlando della Federazione della sinistra, ma anche dell’Udc e dell’Api. Per prima cosa dovremo trovare un’intesa programmatica poi andranno cercati insieme gli strumenti da usare per individuare le candidature».
Glielo chiediamo ancora una volta: come giudica l’associazione promossa dalla Bolognesi?
«Per come è stata presentata è un bene per il partito, un elemento di arricchimento. Comunque, i miei primi interlocutori restano sempre l’unione comunale e i circoli».
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