Sicurezza
Biomasse e depositi al posto di Sintermar Ecco il disegno di Neri
Cristiano Meoni
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LIVORNO. «Beh, è chiaro che il progetto è di rendere la Sintermar una distesa di bussolotti. Di depositi di carburante e olii, anche a servizio della centrale a biomasse che nascerà accanto». Il sospetto, nel fronte avverso a Piero Neri, prende sostanza, dopo il blitz dei big dei rimorchiatori in Sintermar. Il dubbio, insomma, che il rientro di Neri nel consiglio d'amministrazione di Sintermar non risponda solo a una domanda della politica - pacificare i rapporti con la Compagnia - ma a un preciso disegno industriale: trasformare la sponda del Canale Industriale, dalla Sintermar fino al Costieri D'Alesio, in un grande distretto energetico. La centrale a biomasse Non esiste solo il progetto portato avanti dalla Compagnia Portuale, autorizzato ma fermo. C'è un altro progetto di cui spesso ci si dimentica quando si parla di biomasse, autorizzato come l'altro ma tuttaltro che fermo: quello per una centrale a biomasse da 23 megawatt elettrici e 6,9 megawatt termici nell'ex area Carbochimica. La società si chiama Enital, i soci sono romani e non dicono niente. Ma a dirigere l'operazione c'è un livornese, Paolo Giovannetti. Cominciati i lavori I lavori per la costruzione della centrale a biomasse, che dovrebbe essere funzionante alla fine dell'anno prossimo, sono partiti. La Provincia ha appena rilasciato l'autorizzazione allo scarico delle acque di cantiere, mentre la Regione - avuta una fideiussione di 1 milione e 450mila euro da Confidi - è sul punto di erogare un contributo finanziario. L'investimento previsto è di 25-30 milioni, mentre la bonifica, autorizzata dal ministero dell'ambiente, costerà 2 milioni. I depositi ci sono già La centrale produrrà calore ed energia elettrica, che sarà immessa sulla rete di Terna tramite un elettrodotto da 132 kilovolt. Produrrà elettricità e calore dalla combustione degli olii vegetali, che arriveranno via nave. I depositi per gli olii ci sono già: quelli della Toscopetrol di Neri e D'Alesio, nella stessa area dove sorgerà la centrale, la ex area Carbochimica. Il nuovo business La centrale a biomasse occuperà solo 5mila metri dell'area, quelli di proprietà di Enital. Gli altri 35mila sono stati comprati dalla Toscopetrol, società che si occupa di deposito e di movimentazione di bitume e di olii vegetali. Al numero 39 di via Leonardo da Vinci, cento metri prima della Sintermar, ci sono già svariati depositi per olii di colza e di soia targati Toscopetrol. E' il nuovo deposito costiero della società guidata da Piero Neri, che nel 2010 ha accolto 101mila tonnellate di olio vegetale. Alla banchina che si affaccia sul Canale industriale, che sarà completamente ristrutturata, sono approdate l'anno scorso 25 navi cariche di olii. Con l'ampliamento delle attività dovuto al nuovo deposito costiero, il fatturato di Toscopetrol è schizzato da 4 milioni a 6 milioni di euro, con un utile di 512mila euro. Elevatissimo, in rapporto ai ricavi. Il futuro è nell'energia Quello dei prodotti petroliferi, degli olii combustibili, dunque un bel business. Poco personale, costi ridotti, guadagni sicuri. Un business nel quale Neri e D'Alesio sono ben presenti, con i depositi costieri Doc e D'Alesio e con Toscopetrol, tutti concentrati lungo il Canale Industriale. Non serve una laurea alla Bocconi per immaginare che quella energetica può essere la destinazione futura dell'area. Anche dell'area della Sintermar, che - confinante con la ex Carbochimica - potrebbe rappresentare la naturale prosecuzione della centrale a biomasse e dei depositi di olii. Depositi anzichè attività portuale, traghetti e auto. E venerdì c'è consiglio Uno scenario possibile, niente più. Favorito, però, dalla circostanza inoppugnabile che Neri e D'Alesio sono i proprietari di Toscopetrol e sono anche due dei tre soci di Sintermar. E venerdì si riunisce il consiglio d'amministrazione della società per l'approvazione del bilancio.
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