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Rapinata e uccisa per vendetta: a giudizio la rivale e 4 uomini
Una prostituta ecuadoriana di 35 anni nel luglio dell'anno scorso venne ritrovata morta legata nel letto di un'abitazione di Vada con un pezzo di stoffa da tenda in bocca. Secondo l'accusa ad assassinarla sarebbero stati dei connazionali che volevano vendicarsi
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LIVORNO - Saranno processati con rito abbreviato i cinque imputati dell'omicidio di Jessica Karina Labezzaris Munoz, prostituta ecuadoriana di 35 anni, che il 14 luglio 2010 fu ritrovata nel letto di un'abitazione di Vada (Livorno) con mani e piedi legati e con un pezzo di stoffa da tenda in bocca che la soffocò. La decisione è stata presa dal gup del tribunale di Livorno Beatrice Dani dopo la formalizzazione della richiesta del rito abbreviato presentata dagli avvocati dei cinque che secondo la procura hanno concorso con ruoli diversi al delitto.
Due degli imputati sono accusati di essere gli esecutori materiali dell'omicidio. Il processo è stato fissato al 3 novembre per la requisitoria dei due pm mentre la sentenza è attesa per il giorno successivo. Con questa decisione i cinque, la cui misura cautelare sarebbe scaduta nei prossimi giorni, resteranno in carcere (dove si trovano dalla scorsa estate) fino alla fine del processo. Con il processo in rito abbreviato, in caso di condanna, gli imputati potranno beneficiare dello sconto di un terzo della pena: rischiano fino a 30 anni di reclusione.
Secondo i pm che hanno coordinato l'inchiesta, Luca Masini e Paola Rizzo, si trattò di una rapina dai metodi violenti finita in tragedia. Ma il colpo sarebbe stato motivato anche dalla gelosia del presunto capo della banda, Judit Dolores Viejo Enriquez, 35 anni, anche lei ecuadoriana e prostituta e secondo le indagini ideatrice e organizzatrice della 'spedizione punitiva'.
Per gli inquirenti avrebbe voluto punire la Labezzaris perchè aveva 'troppo successo' con la clientela. Gli altri quattro imputati, tutti brasiliani, sono i presunti complici: Rodrigo Romagnoli, 'Palla di fuoco', 36 anni, quel giorno avrebbe chiamato la Labezzaris per prendere un appuntamento e dopo avrebbe fatto da autista per gli altri; Marcelino Ferreira Franquece, 'Frank', 35 anni, avrebbe fatto il 'palo'; infine Fernando Gomes Da Silva e Carvalhais Ribeiro Diogo, 32 e 25 anni, sarebbero stati gli esecutori materiali dell'omicidio.
Due degli imputati sono accusati di essere gli esecutori materiali dell'omicidio. Il processo è stato fissato al 3 novembre per la requisitoria dei due pm mentre la sentenza è attesa per il giorno successivo. Con questa decisione i cinque, la cui misura cautelare sarebbe scaduta nei prossimi giorni, resteranno in carcere (dove si trovano dalla scorsa estate) fino alla fine del processo. Con il processo in rito abbreviato, in caso di condanna, gli imputati potranno beneficiare dello sconto di un terzo della pena: rischiano fino a 30 anni di reclusione.
Secondo i pm che hanno coordinato l'inchiesta, Luca Masini e Paola Rizzo, si trattò di una rapina dai metodi violenti finita in tragedia. Ma il colpo sarebbe stato motivato anche dalla gelosia del presunto capo della banda, Judit Dolores Viejo Enriquez, 35 anni, anche lei ecuadoriana e prostituta e secondo le indagini ideatrice e organizzatrice della 'spedizione punitiva'.
Per gli inquirenti avrebbe voluto punire la Labezzaris perchè aveva 'troppo successo' con la clientela. Gli altri quattro imputati, tutti brasiliani, sono i presunti complici: Rodrigo Romagnoli, 'Palla di fuoco', 36 anni, quel giorno avrebbe chiamato la Labezzaris per prendere un appuntamento e dopo avrebbe fatto da autista per gli altri; Marcelino Ferreira Franquece, 'Frank', 35 anni, avrebbe fatto il 'palo'; infine Fernando Gomes Da Silva e Carvalhais Ribeiro Diogo, 32 e 25 anni, sarebbero stati gli esecutori materiali dell'omicidio.
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