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"Boia, ki sei Rocky?". "Vergogna" La rissa-evento tra ragazzinedivide i lettori - Tutti i messaggi
Critiche e commenti nelle centinaia di messaggi arrivati sul nostro sito, che hanno acceso la discussione sulle due ragazzine che si sono date appuntamento su Facebook per picchiarsi davanti a tutti gli amici
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«Boia ki sei, Rocky? Grande...». Ma anche: «Fate i pezzi, che tristezza». All'indomani della rissa-evento di due quindicenni davanti ai bagni Fiume, Internet si trasforma in un puzzle. Un puzzle fatto di condanne, dimostrazioni di stima, sfottò in salsa labronica. Anche voglia di sdrammatizzare: «Non sprechiamo inchiostro per queste due, i ragazzi non sono tutti così...». L'ironia corre sulla bacheca virtuale: «Ottimo lavoro, la tua città, la tua nazione e la razza umana sono fiere di te».
E le critiche sul sito: «Il bello è che ci sprecate pure l'ichiostro, lasciate che si picchino...». Fatto sta che in poche ore più di 1700 internauti "linkano" e commentano l'articolo del Tirreno. E la discussione, che accende e divide, riparte da dove era iniziata: Facebook.
È qui che qualche giorno fa due ragazze (14 e 15 anni) hanno iniziato a litigare in mondovisione prima di darsi (mercoledì) un appuntamento sul lungomare e suonarsele di santa ragione. Il punto è che ad accompagnare la rissa ci si è messa la creazione di un evento targato Fb: quando è scattata l'ora X decine di coetanei hanno raggiunto il ring di turno per fare da spettatori.
Con tanto di commenti del dopo scontro sulla bacheca delle due adolescenti: «Boia, l'hai devastata, pisciava sangue». E ancora: «Quando ci 6 vieni in chat, t'ho ripreso il piercing al naso». E le dirette interessate? All'indomani dell'appuntamento infuocato la quindicenne che ha avuto "la meglio" ha disertato (o quasi) Facebook. L'altra ha pubblicato l'immagine di un escremento con la scritta: «Alcune le scansi, alcune le pesti e alcune ancora le saluti!». Come a dire: passerà. Filosofia made in Livorno, non fa una piega...
Boia, ti stimo. Il giorno dopo la rissa, titoli sul giornale e piazza virtuale ravvivata dal maltempo che ha svuotato i bagni non frenano le frasi gonfie di stima. Sulla bacheca della "vincitrice" Alessandro va giù pesante: «Complimenti, hai rotto il muso a quella rompi coglioni». Poi Jessica: «Grandeeee cugiii sei LA MEGLiOOO!". Qualcuno fa finta di niente: «Oggi mare?». Poi l'esaltazione per quei dieci minuti di celebrità: «Amoreeeee... quando ci sei chat! Mi devi narrà!», scrive Rachele. Si aggiunge Ivan: «Persino sul giornale ahhahah».
Poi Valerio e Andrea: «M'hanno detto l'hai devastata ahahaha, sei una grandeee!;)».
C'è chi scrive «Sei la più forte» e chi, come Diego, si lascia andare a un «io non ti conosco ma sei una grande davvero....».
Macché, fate i pezzi. Sul sito del Tirreno, Melania scive: «Capace loro si sentono parecchio guappe a essere andate sul giornale». Con la faccina che sgrana gli occhi. È l'altro Facebook, quello (fatto soprattutto di coe tanei) che si indigna o più semplicemente si dissocia. Quello che magari si preoccupa perché, scrive Silvana, «non tutti i ragazzi sono così, menomale... a noi adulti, però, deve far riflettere seriamente». «Boia che gente - affonda Luca - che genitori... e tutti che scrivono sei una grande ti stimo... boia un c'è più morale». «Cosa c'entrano i genitori», reclama qualcun altro. Giovanni (39 anni) se la prende con chi sdrammatizza, fa finta di niente o pubblica su Facebook i nomi delle ragazze puntando il dito: «Oltre ai nomi delle bimbe, vorrei vedere chi ha il coraggio di pubblicare il suo... sto parlando di quelli che hanno incitato l'evento e che fanno finta di niente... visto che ora criticano perché non hanno fatto in modo che la cosa non accadesse?».
Iacopo se la prende con gli adulti: «È colpa dei genitori, perché non li sanno educà. Gliele danno tutte vinte...». Natalia è ironica: «Ma le parole sono passate di moda? bah!».
E Gabriele: «Facebook rovina qualsiasi rapporto». Vittoria scrive alle ragazze: «Mammamia, fossi in voi mi vergognerei...». Valeria, studentessa dell'Iti, propone di iniziare a usare bene questo detto: «Si chiama le 10 P. Prima Pensate Poi Parlate Perché Parole Poco Pensate Portano Pena».
Sveglia, i problemi sono altri. Mery se la prende anche con chi, il fatto, lo ha raccontato: «Figuriamoci gli eventi su facebook, i problemi sono altri ragazzi.. il mondo va male proprio per questo!». Silvana fa da controlatare: «Questa cosa dovrebbe farci riflettere...». Giulia: «Che schifezza de! Ma se la smettessero un poino farebbero piacé a tutti, guarda dove siamo andati a finire, senza parole veramente! Fanno solamente ridere...». E Giulina: «Quanto bisogno d attenzione...». Giada, coetanea, consiglia: «Usate il cervello. Ne ho visti parecchi di questi episodi. Dico solo che è una cosa piena di nonsenso che continua a mettere in cattiva luce la nostra posizione, che continua a massificarci sotto il nome di "generazione di merda". Pensate di risolvere qualcosa dando le botte? Risolvete solo il vostro desiderio di apparire e scaricare i nervi: a 14-15 anni il cervello è già in funzione». Samuele racconta: «Io le ho anche viste picchià, ahahah, ma come fa a esserci gente così?». Desireé, 16 anni, taglia corto: «Io non le ho viste, anche perchè se fossi andata lì sarei stata più imbecille di loro».
E le critiche sul sito: «Il bello è che ci sprecate pure l'ichiostro, lasciate che si picchino...». Fatto sta che in poche ore più di 1700 internauti "linkano" e commentano l'articolo del Tirreno. E la discussione, che accende e divide, riparte da dove era iniziata: Facebook.
È qui che qualche giorno fa due ragazze (14 e 15 anni) hanno iniziato a litigare in mondovisione prima di darsi (mercoledì) un appuntamento sul lungomare e suonarsele di santa ragione. Il punto è che ad accompagnare la rissa ci si è messa la creazione di un evento targato Fb: quando è scattata l'ora X decine di coetanei hanno raggiunto il ring di turno per fare da spettatori.
Con tanto di commenti del dopo scontro sulla bacheca delle due adolescenti: «Boia, l'hai devastata, pisciava sangue». E ancora: «Quando ci 6 vieni in chat, t'ho ripreso il piercing al naso». E le dirette interessate? All'indomani dell'appuntamento infuocato la quindicenne che ha avuto "la meglio" ha disertato (o quasi) Facebook. L'altra ha pubblicato l'immagine di un escremento con la scritta: «Alcune le scansi, alcune le pesti e alcune ancora le saluti!». Come a dire: passerà. Filosofia made in Livorno, non fa una piega...
Boia, ti stimo. Il giorno dopo la rissa, titoli sul giornale e piazza virtuale ravvivata dal maltempo che ha svuotato i bagni non frenano le frasi gonfie di stima. Sulla bacheca della "vincitrice" Alessandro va giù pesante: «Complimenti, hai rotto il muso a quella rompi coglioni». Poi Jessica: «Grandeeee cugiii sei LA MEGLiOOO!". Qualcuno fa finta di niente: «Oggi mare?». Poi l'esaltazione per quei dieci minuti di celebrità: «Amoreeeee... quando ci sei chat! Mi devi narrà!», scrive Rachele. Si aggiunge Ivan: «Persino sul giornale ahhahah».
Poi Valerio e Andrea: «M'hanno detto l'hai devastata ahahaha, sei una grandeee!;)».
C'è chi scrive «Sei la più forte» e chi, come Diego, si lascia andare a un «io non ti conosco ma sei una grande davvero....».
Macché, fate i pezzi. Sul sito del Tirreno, Melania scive: «Capace loro si sentono parecchio guappe a essere andate sul giornale». Con la faccina che sgrana gli occhi. È l'altro Facebook, quello (fatto soprattutto di coe tanei) che si indigna o più semplicemente si dissocia. Quello che magari si preoccupa perché, scrive Silvana, «non tutti i ragazzi sono così, menomale... a noi adulti, però, deve far riflettere seriamente». «Boia che gente - affonda Luca - che genitori... e tutti che scrivono sei una grande ti stimo... boia un c'è più morale». «Cosa c'entrano i genitori», reclama qualcun altro. Giovanni (39 anni) se la prende con chi sdrammatizza, fa finta di niente o pubblica su Facebook i nomi delle ragazze puntando il dito: «Oltre ai nomi delle bimbe, vorrei vedere chi ha il coraggio di pubblicare il suo... sto parlando di quelli che hanno incitato l'evento e che fanno finta di niente... visto che ora criticano perché non hanno fatto in modo che la cosa non accadesse?».
Iacopo se la prende con gli adulti: «È colpa dei genitori, perché non li sanno educà. Gliele danno tutte vinte...». Natalia è ironica: «Ma le parole sono passate di moda? bah!».
E Gabriele: «Facebook rovina qualsiasi rapporto». Vittoria scrive alle ragazze: «Mammamia, fossi in voi mi vergognerei...». Valeria, studentessa dell'Iti, propone di iniziare a usare bene questo detto: «Si chiama le 10 P. Prima Pensate Poi Parlate Perché Parole Poco Pensate Portano Pena».
Sveglia, i problemi sono altri. Mery se la prende anche con chi, il fatto, lo ha raccontato: «Figuriamoci gli eventi su facebook, i problemi sono altri ragazzi.. il mondo va male proprio per questo!». Silvana fa da controlatare: «Questa cosa dovrebbe farci riflettere...». Giulia: «Che schifezza de! Ma se la smettessero un poino farebbero piacé a tutti, guarda dove siamo andati a finire, senza parole veramente! Fanno solamente ridere...». E Giulina: «Quanto bisogno d attenzione...». Giada, coetanea, consiglia: «Usate il cervello. Ne ho visti parecchi di questi episodi. Dico solo che è una cosa piena di nonsenso che continua a mettere in cattiva luce la nostra posizione, che continua a massificarci sotto il nome di "generazione di merda". Pensate di risolvere qualcosa dando le botte? Risolvete solo il vostro desiderio di apparire e scaricare i nervi: a 14-15 anni il cervello è già in funzione». Samuele racconta: «Io le ho anche viste picchià, ahahah, ma come fa a esserci gente così?». Desireé, 16 anni, taglia corto: «Io non le ho viste, anche perchè se fossi andata lì sarei stata più imbecille di loro».
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