Gioco
Suora muore e dona gli organi
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Una suora rientra al Carmelo: rarissime le uscite, in questo caso per votareAveva 58 anni e viveva in clausura. Il vescovo: grande gesto di altruismo
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LIVORNO. Il proverbiale sorriso di suor Irene, nella clausura del convento delle carmelitane fra l'Apparizione e Antignano, non si è spento con l'aneurisma che l'ha stroncata a 58 anni mentre stava andando alla messa di primo mattino. Non si è spento per via della fede cristiana nella resurrezione ma anche perché tante persone ora sono tornate a vivere grazie agli organi donati per il trapianto. «Aveva la gioia disegnata sul viso, una religiosa che alla disponibilità personale sapeva unire l'intensità della preghiera»: così la ricorda monsignor Paolo Razzauti. E' stata la comunità religiosa a manifestare la volontà della consorella per un ultimo gesto di altruismo. L'Asl ne ha fatto una bandiera e il direttore generale Monica Calamai mette in evidenza che «stanno cadendo le barriere culturali verso una forma di altruismo che salva immediatamente la vita di altre persone». Il vescovo Simone Giusti ha sottolineato che la religiosa, «dopo aver dedicato tutta la sua vita ad aiutare gli altri con la preghiera, ha voluto dare tutta se stessa anche nel momento del ritorno alla casa del Padre». Resistenze fra i credenti? Al contrario, il presule parla di «grande sostegno anche in ambiente cattolico»: la tutela della vita e la cultura della solidarietà sono «valori fondanti e prioritari che esprimono la misura di un amore senza condizioni dell'uomo nei confronti di altri uomini». Paolo Lopane, coordinatore della Rete Asl donazione e trapianto, mette l'accento sul fatto che «ogni cittadino, di qualsiasi età, può esprimere, in qualsiasi momento, la propria volontà di donazione dei propri organi». Come? rivolgendosi all'Ufficio del Coordinamento della Rete aziendale situato all'ospedale (donazioni.trapianti@usl6.toscana.it) o all'Aido in viale Carducci 16 (aido.livorno@ virgilio.it). «Se un cittadino non ha espresso la propria volontà in vita, i familiari sono obbligati per legge, nel momento del lutto, a prendere una decisione sempre molto impegnativa. Ogni cittadino può modificare, in qualsiasi momento, la propria volontà, l'ultima rilasciata è quella valida».
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