Il Tirreno

Livorno

In 160 contro l'accorpamento

Anna Cecchini

Genitori e prof: classi terze troppo numerose, è pericoloso

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 LIVORNO. Centosessanta firme per protestare contro l'accorpamento tra classi, che il prossimo anno porterà ad avere sezioni terze con oltre 30 ragazzi. Succede al liceo scientifico Enriques, dove genitori e prof hanno già costituito un comitato. E hanno promosso una petizione.  Cosa chiedono? «Vogliamo che a settembre - spiega una mamma del comitato - i nostri figli non siano costretti ad andare a scuola in aule che sono troppo piccole per ospitare oltre trenta alunni». L'accorpamento tra classi è collegato all'entrata in vigore della riforma Gelmini. «Dal prossimo anno la terza classe è considerata di partenza - dice ancora la mamma -. Così le seconde di quest'anno saranno smembrate per formare due classi terze in meno. Tutto è legato alla necessità di risparmiare».  In particolare a risentire dei tagli saranno gli indirizzi biologico e Pni (piano nazionale informatica). «Ci sono alcune seconde di queste specializzazioni - proseguno i genitori - che hanno 18 ragazzi, ciò significa studiare con profitto. Dal prossimo anno i ragazzi saranno separati e suddivisi in classi diverse». Un danno che secondo i genitori è di natura didattica, ma anche di sicurezza. Sì perché le aule dell'Enriques non sono molto spaziose. «Farci stare dentro più di trenta alunni - dice ancora una mamma - è pericoloso. Eppure ci hanno già detto che a settembre le terze saranno sovraffollate».  I genitori non ci stanno, ecco perché hanno raccolto oltre cento firme. A queste si aggiungono quelle dei prof (circa sessanta firme). I docenti infatti stanno dalla parte di studenti e famiglie. «La richiesta di diminuire le classi c'è - dice Eleonora Agostinelli, vicepreside del liceo - e il problema riguarda soprattutto l'indirizzo Pni. Noi insegnanti concordiamo che accorpare alcune classi non sia positivo e ci facciamo portatori delle esigenze delle famiglie».  Il comitato ha già inviato una lettera a Provveditore, Provincia, Comune e vigili del fuoco. «È inutile che facciano le prove per la sicurezza - concludono le mamme - e poi mettano più di trenta ragazzi in una stanza piccola. Non siamo polemici contro il Provveditorato, anzi sappiamo quanto la Provveditrice sia attenta ai temi della sicurezza. Però vogliamo portare alla sua conoscenza questa situazione».

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