Il Tirreno

Livorno

«Allagamenti e topi così è impossibile andare avanti...»

Juna Goti
Deborah Trusendi indica le infiltrazioni nel vano scale
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Deborah Trusendi indica le infiltrazioni nel vano scale

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 LIVORNO. «Speriamo che entro un mese, come annunciato da Casalp, partano i lavori per bloccare le infiltrazioni negli appartamenti. Ma soprattutto chiediamo che qualcuno venga a togliere l'acqua stagnante dal parcheggio sotterraneo, ancora inutilizzabile: ci sono topi, zanzare e con il caldo dalle grate sale il puzzo». Alessandro Tosi, 37 anni, vive in uno dei 117 alloggi di Casalp inaugurati poco più di un anno fa, tra via Giolitti e via Paretti. È lui a guidare la protesta dei residenti per quello che definisce un «pasticcio all'italiana, fatto di appalti, subappalti e lavori a ribasso». «Come i 380mila euro - dice - mai spesi per impermeabilizzare i mattoni esterni: così ora l'acqua suda dalle pareti».   120 parcheggi fantasma. Il viaggio tra i palazzi nuovi di Shangai parte dai sotterranei: uno spazio immenso che dovrebbe ospitare circa 120 posti auto. Dovrebbe, perché di fatto l'area non ha ancora passato i collaudi. Ieri, in una soleggiata giornata di giugno, la parte centrale del futuro parcheggio era ancora una piscina. «Le pompe - spiega Tosi insieme a un'altra residente, Francesca Masolini - non funzionano. C'è ancora un po' d'acqua piovuta in inverno. Ma non solo. I tecnici di Casalp ci hanno spiegato che qui sotto c'è una falda e l'impressione è che l'acqua salga anche dal sottosuolo».  Le foto parlano da sole: acqua stagnante, muffa, un mare di zanzare. Qua e là spuntano escremeti di topo. Il soffitto è pieno di infiltrazione e in alcuni punti il muro ha ceduto, mostrando l'isolante zuppo. Ci sono i cartelli ma non gli estintori: a un anno dall'inaugurazione l'area è ancora chiusa e lungo lo scivolo che dalla strada porta al sottosuolo sono state sistemate due transenne.  Poco più avanti un cumulo di attrezzi da lavoro lasciati dalla ditta che quasi dieci anni fa ha vinto l'appalto e che ora potrebbe scontrarsi in tribunale con Casalp.  Acqua nelle cantine e vicino agli ascensori. «Abbiamo aspettato dodici anni per questa casa - racconta Francesca Masolini (40) - prima stavamo al blocco delle Signorine. Gli appartamenti sono belli, ma non è possibile andare avanti così: l'acqua è dappertutto e siamo stanchi dello scarica barile: per la ditta è colpa di Casalp che ha fatto il progetto, per Casalp è colpa della ditta che non ha finito i lavori. Abbiamo chiesto che vengano a fare la derattizzazione: non certo a spese nostre, visto che questa parte non ci è stata mai consegnata». Le chiavi delle cantine, invece, sono già state distribuite. Ma anche queste sono piene di muffa e acqua che scende dalle tubature. Nei locali dell'autoclave (come mostrano le foto) è quasi impossibile camminare. A due passi ci sono le ascensori. «Spesso ci sono cortocircuiti», denuncia Tosi.   «Ma c'è un abisso dal blocco delle Signorine...». «Ho vissuto per 45 anni nel blocco delle Signorine: da qui a lì c'è un abisso, ma ci siamo portati dietro l'umidità. Si vede che si era affezionata...». Scherza Caterina Sitri, 74 anni e «shangaina doc», come rivendica con ironia mista a orgoglio. «Venite - ripete - venite a vedere». E mostra la muffa che a un anno dal trasloco ha invaso le camere del suo appartamento. Idem per Deborah Trusendi, che si è trasferita al quarto piano della torre A da una delle case popolari di Corea: l'appartamento è un gioiellino, ma la cameretta si riempie di acqua e muffa. «Non facciamo altro che lavarla con la varichina. L'acqua trasuda dai mattoni del palazzo che non sono stati trattati. Il problema si è presentato subito: per asciugare le pareti abbiamo anche fatto installare il condizionatore». Poi indica il terrazzamento che si affaccia su una specie di cortile interno al palazzo. La tinta si sta sciogliendo: «Non vedevamo l'ora di entrare in casa e, diciamolo, abbiamo anche un po' insistito. Ma su qualche voce di spesa hanno risparmiato davvero troppo...».

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