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EDILIZIA
I provvedimenti risalgono a 4 anni fa
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LIVORNO. Quando si parla di annessi agricoli e abusi edilizi, va sempre ricordato che l'assessore comunale Bruno Picchi parlò di demolizioni molto tempo fa, addirittura nella primavera del 2007, e lo fece a nome della giunta nel corso di la seduta della quarta commissione consiliare"Assetto del territorio". Fu in quella circostanza, che Picchi espresse la posizione ufficiale della giunta sulla questione degli annessi agricoli abusivi (calcolati in in circa 7.000 strutture) delle zone di Limoncino, Padula, Puzzolente e Collinaia: spiegò che il 30 giugno di quello stesso anno sarebbero scattate le ordinanze di demolizione degli annessi agricoli che differivano per dimensioni e tipologia da quanto previsto dal Piano regolatore. I proprietari che si fossero opposti all'abbattimento si sarebbero visti espropriare dal Comune una porzione di terreno pari a dieci volte le dimensioni dell'immobile (provvedimenti che poi non sono mai stati eseguiti). I comitati di cittadini replicarono chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto e discussione per cercare di trovare una soluzione. La giunta affermò che qualsiasi variazione della disciplina avrebbe potuto riguardare solo il futuro: si sarebbero dovuti abbattere i manufatti edificati illegalmente per poi procedere alla costruzione di nuovi annessi agricoli conformi. I cittadini dei comitati risposero che non era giusto abbattere egli annessi agricoli che di poco superavano i limiti previsti dalla normativa mentre nei condoni dell'85 e del 94 erano state "regolarizzate" ville e villette. E da allora la questione è sempre aperta.
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