Il Tirreno

Livorno

«Era felice, aveva appena trovato lavoro»

«Era felice, aveva appena trovato lavoro»

L'infermiera vittima della strada aveva vinto un concorso all'Eni. I colleghi: era unica

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. «Era felice, era riuscita a trovare lavoro a pochi mesi dalla laurea...». Maria Carrara è la responsabile della farmacia interna della raffineria di Stagno. Venerdì è uscita dall'impianto dell'Eni insieme alla giovanissima collega, Monica Filippi.  Si sono salutate tra le auto del parcheggio che si affaccia sull'Aurelia: «Ci vediamo lunedì...». Invece Monica - 25 anni, di Buti - oggi non tornerà a lavoro. Nella notte tra sabato e domenica si è spenta dopo un tremendo incidente sulla provinciale di Gello, a Fornacette. Il guard rail si è conficcato nell'abitacolo dell'auto su cui viaggiava con due amici. Quello al volante (35 anni) è risultato positivo sia all'alcol test che agli esami tossicologici e ora è agli arresti domiciliari all'ospedale di Pontedera. Anche l'altro ragazzo è ferito ed è stato ricoverato. È accaduto tutto in pochi secondi: l'auto ha sbandato poco dopo le quattro, nei dintorni di una discoteca in cui i tre avevano passato la serata.  Monica Filippi era di Buti, come gli amici, ma da aprile lavorarava a Livorno, nell'infermieria del mega impianto di Stagno: aveva vinto il concorso dello studio associato Cecchetto, che fornisce personale sanitario all'Eni.  Finalmente un contratto in tasca, dopo qualche lavoro saltuario (soprattutto prelievi domiciliari) e una brillante laurea in scienze infermiersistiche. «In pochi mesi - racconta Maria Carrara, medico del lavoro e responsabile della struttura sanitaria - era riuscita a guadagnarsi la finducia e il rispetto di tutti, sia sul piano professionale che dal punto di vista umano. Era bravissima, sentiremo la sua mancanza».  Quelle della collega non sono frasi di circostanza. «Monica era felice - ripete - era felice per la vittoria del concorso e perché a Livorno stava bene. Era molto matura per la sua età: ponderata, capace. Quando è arrivata abbiamo subito pensato di essere stati fortunati: il contratto di lavoro non la legava direttamente all'Eni, ma ci aveva garantito che sarebbe rimasta con noi almeno per i prossimi tre anni».  Da aprile la ragazza raggiungeva i cancelli di Stagno tutte le mattine: dal lunedì al giovedì fino alle 14.45, il venerdì fino alle 13. «Per me - chiude con la gola stretta Carrara - non era una collega, ma una compagna di lavoro. Era davvero una ragazza in gamba: competente, disponibile, seria. Posso solo immaginare come si sentono i genitori. Qui mancherà a tutti: ai colleggi dell'infermieria e ai lavoratori della raffineria che, nonostante lavorasse nella struttura da pochi mesi, avevano già iniziato ad apprezzarla». Juna Goti (ALTRO SERVIZIO A PAG.3)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web