Gioco
Ecco l'esercito delle neodottoresse made in Livorno
Sono le undici laureate in Scienze della formazione Mariani: firmato l'accordo con Firenze, non chiuderemo
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LIVORNO. Laurea in tasca per le undici neodottoresse che ieri mattina hanno discusso la tesi in Scienze della formazione primaria al polo livornese dell'Università di Firenze. Le undici candidate si sono presentate davanti alla commissione nella sala del Benefattore del complesso della Gherardesca (in via Galilei). Una mattinata di comprensibile tensione, ma anche di meritati festeggiamenti per le studentesse, arrivate al sospirato traguardo dopo anni di studio e impegno. E alla fine di questa sessione estiva, neodottoresse e corpo docente fanno un bilancio del terzo anno di vita del polo decentrato nella nostra città. Serena Chesi ha 24 anni e viene da Carrara. Ha seguito i corsi dividendosi fra la sede della sua città e Livorno. «Il treno mi consentiva di raggiungere Livorno senza grandi difficoltà - racconta - frequentare i corsi a Firenze sarebbe stato molto più impegnativo». Ieri ha potuto festeggiare il suo 110, ottenuto presentando una tesi dal titolo "In classe con la dislessia: conoscerla, riconoscerla e affrontarla". Adesso la attende un'estate di relax, ma in autunno riprenderà il suo percorso nel polo didattico livornese: vuole conseguire l'abilitazione all'insegnamento e specializzarsi come insegnate di sostegno. E anche fra i membri della commissione che ha valutato Serena e le sue colleghe, il giudizio sul polo distaccato è unanime e positivo. «L'integrazione con il territorio permette la formazione di professionalità che andranno a specializzarsi direttamente nella realtà locale - spiega Luca Lischi, docente di sociologia - il corso in Scienze della formazione primaria ha dato a tantissime ragazze della costa, da Livorno a La Spezia, la possibilità di iniziare un cammino di studi che altrimenti non avrebbero intrapreso fossero state, ad esempio, costrette a trasferirsi a Firenze". Sui poli distaccati di tutta Italia pesa però, la spada di Damocle della riforma, il rischio del "riassorbimento" è sempre più concreto. Tuttavia, sul futuro della sede livornese è lo stesso Alessandro Mariani, presidente del corso di laurea, a dare rassicurazioni: «La Provincia di Livorno ha già stipulato con l'ateneo la convenzione per il prossimo anno». Il polo livornese, finanziato da Palazzo Granducale, non rappresenta un costo per l'Università fiorentina ma anzi, può essere indicato a tutti gli effetti come un suo fiore all'occhiello. «La nostra speranza - chiude Mariani - è di vedere estendere l'esperienza livornese ad altri comuni della provincia». Ecco i nomi delle neolaureate: Serena Chesi, Grazia Giampietruzzi, Francesca Andrei, Gabriella Bertolini, Maria Pia D'Avino, Valentina Mostardi, Roberta Sicuro, Nicoletta Filippi, Alessia Di Maio, Caterina Amantea. M.C.
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