Il Tirreno

Livorno

«Per me possono stare aperti, basta che smettano alle due»

Ludovica Monarca
«Per me possono stare aperti, basta che smettano alle due»

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«Voglio semplicemente riuscire a dormire». Ecco cosa chiede Neda Bicchierini, settantasei anni, occhi verdi e sguardo deciso. E' lei la signora che vive nella casa accanto al The Cage Theatre, a villa Corridi, e che per due volte ha chiamato la polizia a causa del troppo rumore, riportando all'attenzione un problema già sollevato in passato dagli stessi gestori del teatro alle autorità. Una convivenza difficile che vede da una parte le richieste di poter svolgere il proprio lavoro e dall'altra il diritto alla salute e alla tranquillità. Almeno chiudete prima La scelta, da parte del The Cage, è stata l'immediata cancellazione dei concerti e delle attività previste, ma Neda non ci sta. Guai a chiamarla "la donna che ha spento la musica".

«Non ho nulla contro di loro - dice chiaramente Neda - Anzi, la loro presenza mi fa compagnia e mi fa sentire più tranquilla quando sono sola. Non voglio che se ne vadano, chiedo solo che chiudano almeno alle due di notte in modo da poter dormire un po'. Qui il venerdì e il sabato non si riesce a vivere». Ma quale cultura... Neda abita nell'appartamento all'interno dell'area verde del teatro dal 1988, anno in cui il marito, Umberto Bernini, aveva vinto un concorso come custode. Due anni fa Umberto è morto e ora nella casa, insieme a Neda, vive anche la figlia Sabrina di 36 anni con il suo figlio piccolo. Sabrina è giovane e riesce perfettamente a capire le esigenze dei ragazzi, «però non mi si venga a dire che dalle 2 alle 4 di notte si fa cultura. Dormire qui il venerdì e il sabato da quando è arrivata la bella stagione è diventato impossibile.

Abbiamo provato a trovare un accordo con i gestori chiedendogli di chiudere alle due, ma ci hanno risposto che era impossibile visto che proprio in quelle ore fanno il maggiore guadagno», spiega Sabrina. Voglio solo dormire Durante la stagione invernale, quando i concerti si svolgevano all'interno del teatro ed erano poche le persone che stavano fuori a chiacchierare, la famiglia Bernardini non ha subito alcun disagio «ma adesso non ce la facciamo più - dice Neda - La legge prevede che la musica si spenga a mezzanotte, io posso accettare due ore in più, ma non riesco alla mia età a stare sveglia tutta la notte». Mentre Neda parla, Sabrina la interrompe spesso, sembra quasi volerla proteggere, ma non c'è rabbia nelle loro parole, né contro i gestori, né contro l'amministrazione.

Vogliono che sia chiaro che con il The Cage hanno sempre avuto ottimi rapporti. «Devo fare solo un appunto - tiene a dire Neda - nel loro comunicato hanno scritto che questo posto prima del loro arrivo era una discarica. Non è così, Umberto e tutta la mia famiglia si sono sempre presi cura del teatro al meglio delle loro possibilità». Questa è casa mia Un piccolo velo di malinconia le attraversa lo sguardo. E' il ricordo di suo marito, la consapevolezza di una vita vissuta assieme. «Questo posto è casa mia. Sono sicura che riusciremo a trovare una soluzione per entrambi», conclude ritrovando il sorriso. Forse neppure del tutto consapevole di aver riaperto uno spiraglio. Per la vicina The Cage può anche restare aperto, ma fino alle due. Ludovica Monarca

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di Redazione web