Gioco
Lavori sempre fermi. Ma in Municipio si sta elaborando una proposta per migliorare gli impianti tecnologici e ridurre i costi
Nuovo deposito Atl, progetto da rifare
Alessandro Guarducci
Il piano è incompleto: così servirebbero due milioni di euro in più per l'intervento
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LIVORNO. I lavori per la realizzazione del nuovo deposito dell'Atl (con annessa sede), partiti da oltre un anno e mezzo, dovrebbero essere già a buon punto. E invece no. Il grande appezzamento di terreno che si affaccia su via del Levante, davanti al nuovo distretto sanitario di Salviano, da allora è rimasto tale e quale: recintato, vuoto, senza neppure l'ombra di una ruspa. Sono stati eseguiti solo i lavori riguardanti la viabilità, ma si tratta di interventi più che altro collegati al nuovo distretto sociosanitario. E non ci sono segnali di una prossima ripresa dei lavori, anche se la questione è proprio in questi giorni all'attenzione dell'amministrazione comunale. Un problema serio: non solo perché la sede di via Meyer si dimostra sempre più inadatta (sono venticinque anni che si parla del suo trasferimento), ma anche perché portare avanti e indietro i bus dall'attuale deposito ai distributori sparsi in città costa ogni anno all'azienda di trasporti livornese oltre 200 mila euro. Cosa che non avverrebbe nel nuovo deposito, dov'è previsto che ci sia un impianto di distribuzione del metano (non a caso è la prima opera prevista dal progetto). E considerate le difficoltà che si trova ad affrontare di questi tempi l'Atl, un risparmio di 200mila euro non sarebbe cosa di poco conto... Ma com'è possibile che si sia arrivati a questa situazione? A Palazzo Civico si preferisce non parlare dell'argomento, segno evidente di un grave imbarazzo. Però è anche vero che tecnici, dirigenti e assessori stanno lavorando a pieno ritmo per trovare una soluzione prima della pausa estiva. Dietro i ritardi nell'esecuzione dei lavori c'è infatti un problema: il progetto è sbagliato. O per essere più precisi, non è completo. E questo significa che per realizzare l'intervento serviranno almeno due milioni di euro in più. Quindi l'operazione, che sarebbe dovuto costare all'amministrazione comunale 8.500.000 euro, è destinata a superare i 10 milioni di euro che era la cifra a base d'asta per l'aggiudicazione dei lavori. Nel piano predisposto dagli uffici tecnici del Comune non era infatti stato inserito il progetto esecutivo degli impianti tecnologici: la ditta che si è aggiudicata l'appalto lo ha presentato - a titolo di integrazione, come era previsto dal bando - solo il mese scorso, e il Comune dovrà mettere mano al portafogli per questa appendice. Per evitare tutto ciò, in Municipio - come già detto - si sta lavorando per elaborare una nuova proposta progettuale, che razionalizzi i costi e al tempo stesso renda più efficiente dal punto di vista tecnologico la nuova struttura. E anche se vige la consegna del silenzio, a Palazzo Civico trapela un cauto ottimismo. Vedremo come andrà a finire, anche perché la storia di questa operazione è stata costellata di problemi. Fin troppi.
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