Il Tirreno

Livorno

Un collante per la città: banda, teatro, l’impegno nella fondazione e poi l’amore per la scuola

L'amico e collaboratore di don Nesi che ha segnato la storia di Corea

Anna Cecchini
L'amico e collaboratore di don Nesi che ha segnato la storia di Corea

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 LIVORNO. Era stato un ragazzo della Corea di don Nesi. E lo è sempre rimasto, applicando nella sua professione di insegnante e nella vita di tutti giorni quegli ideali di condivisione, promozione culturale ed emancipazione dei più deboli che erano alla base del grande progetto sociale del parroco di Corea. Un progetto di cui era stato protagonista, visto che quel villaggio scolastico l'aveva in parte costruito con le sue mani. Ed era stato uno stretto collaboratore di don Nesi. Con Domenico Papalini non scompare solo un noto professore della città. Se ne va una figura che per decenni ha fatto da collante alle diverse anime di Livorno. Il teatro con gli alunni delle scuole XI maggio, il coro con il Mascagni, la banda dei "moderni" ragazzini di Corea, l'amore per la musica.  Era nato 67 anni fa a Castell'Azzara, in Maremma. Nell'adolescenza era arrivato in Corea, quando nei primi anni Sessanta la parrocchia del quartiere, allora molto disagiato, era stata affidata a don Nesi, che affiancò all'esperienza religiosa anche un progetto per promuovere servizi destinati ai bisognosi. Furono costruite le scuole, una biblioteca, campi sportivi e la Casa dello studente, destinata ad accogliere universitari disagiati. Domenico Papalini era uno di loro, studiava lettere all'Università di Pisa. Dopo la laurea ha continuato a insegnare a Corea per molto tempo. Poi è andato in altre scuole medie, alla fine degli anni Ottanta è approdato alle medie XI maggio, dov'è rimasto fino alla pensione. Per i suoi alunni non era solo un docente, era una presenza con cui condividere la vita. Perché Papalini, oltre che insegnare grammatica e letteratura, provava a traghettare i suoi ragazzi attraverso la vita, nella convinzione che tutti i ragazzi possono dare il meglio di sé. Questa convinzione di poter trovar qualcosa di bello ed emozionante la applicava in tutti i campi della vita. Cantava nel coro del Mascagni e nel coro Del Corona. Ma soprattutto amava curare gli altri, in qualunque forma. Con la scuola XI maggio aveva partecipato all'adozione di alcuni bambini brasiliani, aveava curato l'organizzazione di una serie di mostre alla Fondazione Don Nesi Corea, di cui era vicepresidente. E poi aveva tirato su dal nulla la banda dei ragazzi di Corea, credendo fermamente nel coinvolgimemnto dei giovani.  Nel 2001, dopo una breve esperienza nella seconda metà degli anni '90 come preside incaricato alle scuole medie di Rio Marina e il ritorno alle XI maggio, Papalini decise di andare in pensione. Ma non riusciva a restare in casa, su di lui prendeva il sopravvento la voglia di fare, una progettualità sempre accompagnata da un'infinita umanità. Così andava spesso alla sua ex scuola, dava consigli ai colleghi, partecipava alle cene e qualche volta andava alla settimana bianca dell'istituto. Tutto pur di regalare gioia agli altri. Lui che amava la gioia e che nelle ultime settimane ne aveva avuta una davvero grande. Si era sposata la figlia Patrizia (lei e il fratello Nicola, anche lui sposato, vivono in Inghilterra) e il professor Papalini aveva cantato con la sua corale alle nozze. Era felice, e come lui anche la moglie Concetta (dipendente della Provincia in pensione) e voleva mostrare le foto ai tanti amici che con lui hanno condiviso almeno un tassello delle sue mille vite, sempre trascorse a fianco degli altri.

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