Il Tirreno

Livorno

Roncaglia: nessun sfilacciamento, solo competenze separate

«Il campus nell'ex ospedale? Progetto legato alla Provincia»

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 LIVORNO. Doveva essere una commissione consiliare sui problemi della scuola a Livorno, da quelli delle strutture ai tagli dei docenti. Ma alla fine il nodo più scottante, o almeno quello su cui i consiglieri di opposizione hanno insistitto, è stato un presunto sfilacciamento dei rapporti tra Comune e Provincia nel percorso per realizzare la cittadella della cultura nel perimetro dell'ex ospedale.  Alla commissione il presidente Lamberto Giannini (Sel) aveva invitato anche i tutti i dirigenti scolastici, che non si sono presentatti, e i sindacati, che invece c'erano (Cgil, Cisl e Snals). Fulvio Corrieri dello Snals ha subito tirato fuori un problema che vede contrapposti Comune e Provincia. Primo fra tutti quello degli accorpamenti tra istituti superiori della città, che saranno ufficializati tra pochi giorni.  «Noi avevamo chiesto un rinvio del progetto - ha detto Corrieri - anche perché ora ci sarà caos per professori, personale Ata e studenti. Il primo problema sarà quello della palestra che il Colombo-Vespucci dovrà dividere con le medie Pazzini». L'assessore Carla Roncaglia ha detto chiaramente che sul dimensionamento aveva espresso un parere negativo: «Era informale, perché non spetta al Comune, ma anche noi pensavamo fosse meglio un rinvio».  Sulla questione della cittadella della cultura all'interno dell'ospedale di viale Alfieri ha chiesto chiarezza Gianfranco Lamberti (Confronto): «Ma il Comune, che sta per fare un piano regolatore nuovo, per le scelte che riguardano l'istruzione coinvolge il mondo delle scuole?». Roncaglia fa capire che a ben vedere alla fine la partita del campus in viale Alfieri, così come quella dell'accorpamento tra istituti superiori, è cosa su cui Comune e Provincia si muovono separatamente.  «È evidente che manca una sinergia anche sulle cose più semplici - ha detto Marcella Amadio (Pdl) - ed è grottesco visto che i due enti sono governati dalla stessa compagine politica. Sarebbe bene provare almeno a collaborare».  «La buona volontà c'è - ha chiuso l'assessore - ma bisognerebbe cambiare la suddivisione delle competenze». (a.c.)

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di Redazione web